Un corridoio dell’istituto penale minorile Beccaria di Milano
Un corridoio dell’istituto penale minorile Beccaria di Milano

Milano, 29 agosto 2017 - Blackout di quattro ore al carcere minorile Beccaria. Ieri mattina, dalle 7 fino alle 11, sia il padiglione detentivo che la caserma degli agenti penitenziari di via Calchi Taeggi sono rimasti al buio e senza elettricità. A mandare in tilt il sistema elettrico dell’istituto penale per minorenni di zona Bisceglie non è stato il sovraccarico della rete, per l’abuso estivo dei condizionatori ma un topo «incosciente». L’animale, dopo essere penetrato nella cabina elettrica, ha iniziato a rosicare i fili che ha trovato. Secondo Giuseppe Merola, segretario regionale del sindacato nazionale autonomo polizia penitenziaria, in questa storia non c’è proprio nulla da ridere. «Da mesi denunciamo la situazione di emergenza medico-sanitaria che affligge il Beccaria. Questo è solo l’ultimo incredibile episodio accaduto negli ultimi mesi. In questo istituto vivono ormai colonie di roditori che hanno trovato il loro habitat ideale, a causa dei rifiuti che spesso i reclusi gettano dalle finestre e delle pessime condizioni sanitarie in cui versa la struttura».

Il blackout ha creato disservizi tanto sia agli agenti che ai detenuti, costretti ad affrontare l’afa per ore senza l’ausilio di un ventilatore. Si sono registrate anche criticità in mensa dove viene preparato il vitto ai minori che comunque è stato garantito regolarmente. Solo verso le 11 i tecnici di A2A sono riusciti a ripristinare la fornitura di energia elettrica. «La situazione è grave da gennaio di quest’anno – prosegue il segretario lombardo del Sinappe - nei mesi scorsi sono stati avvistati dei topi di grosse dimensioni non solo nelle aree all’aperto ma anche all’interno, nell’ufficio del capoposto e in quello del comandante. È solo fortuna se nessuno è stato ancora morso da una «pantegana». Sono già stati fatti dei sopralluoghi dai tecnici dell’Ats ed avviati programmi di derattizzazione ma senza successo. Oggi (ieri per chi legge ndr) si è superata la linea. Ci appelliamo al sindaco Giuseppe Sala. In quanto autorità sanitaria locale deve intervenire con urgenza perché sia garantito il ripristino delle condizioni igienico-sanitarie e di sicurezza dell’istituto penale dove vivono reclusi minorenni e lavorano agenti. Chiederemo anche nuove ispezioni sanitarie all’ex Asl nonché l’intervento dei Nas dei carabinieri se il problema non si dovesse risolvere a breve». Secondo Merola, il direttore in carica, Olimpia Monda, avrebbe «sottovalutato ampiamente la situazione che ora è degenerata». La speranza da parte degli agenti è che venga aperto a breve il neo padiglione, «già pronto, che dovrebbe garantire migliori condizioni di vivibilità. Siamo in attesa da anni…».