capodanno cinese
capodanno cinese

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Milano, 22 febbraio 2021 - Prove di resistenza. E di rinascita. Perché, è vero: è un Capodanno lunare ma anche surreale quello che è iniziato il 12 febbraio scorso e cadenzerà la vita della zona Sarpi fino al prossimo 26 febbraio. Nessuna traccia degli addobbi e delle luminarie che hanno sempre fatto da sfondo al più importante evento dell’anno lunare. Ed è ovviamente annullata anche la parata della Festa delle Lanterne, con lo sfoggio di eleganti abiti ispirati alle gloriose dinastie Qing o Tang e, tra il pubblico, i tanti milanesi che ancora, fino al 2019, venivano ad omaggiare una porzione di città adottata con simpatia. Altra epoca, altro umore.

In giro c’è ancora traccia dei mesi duri d’inizio 2020, quando la Chinatown meneghina si era vista colpevolizzare da una parte dell’opinione pubblica per la diffusione di un virus che da Wuhan stava arrivando anche in Italia. Ma se il Covid ha azzerato la parte scenografica dell’evento più atteso dell’anno, non ha annullato il desiderio di onorare un appuntamento che salda i legami tra i vecchi immigrati arrivati all’ombra della Madonnina per trovare lavoro e i MIllennials della seconda generazione, nati e cresciuti in una realtà distante da quella dei genitori ma rispettosi della cultura comunitaria di cui fanno parte.

Una cosa è certa: in zona Sarpi c’è grande aspettativa per l’anno nuovo all’insegna del Bufalo, animale tenace e creatura-metafora della resilienza in un periodo pesante che ne richiede davvero tanta. Con l’aggiunta di oggetti di buon auspicio e di colore rigorosamente rosso considerato un portafortuna. C’è la Rete che è diventata la grande via di fuga dalle restrizioni per il Covid. E lo conferma Jada Bai, docente di lingua cinese e coordinatrice di eventi alla Fondazione Italia-Cina: "A Capodanno le famiglie sentono il bisogno di celebrare luoghi e cultura da cui provengono". Ed è sempre lei a citare l’infinita serie di call, webinar e documentari (tra i più gettonati, quello di Susanna Yu Bai e Zheng Ningyuan sui Cinesi d’Italia) ispirati al Capodanno Lunare ma anche lo tsunami di foto e auguri postati sui social, in particolare su WeChat, App per la messaggistica che va per la maggiore in Cina e nelle Chinatown sparse per il pianeta. Su tutto e tutti, la buona tavola, porto d’ancoraggio, gastronomico e mentale, con le leccornie tradizionali del Capodanno: le stesse che le famiglie cinesi impiatteranno nelle case fino al 26 febbraio, chiamando a raccolta il parentado allargato, ovvero nonni e nipoti, zii e cugini.

E che anche i milanesi stanno tornando a gustare nei locali più iconici dell’alta ristorazione, come il "Bon Wei" di via Castelvetro. Lo conferma la giovane Shuye Wu, compagna di Zhang Le, il titolare. Nel best of delle pietanze augurali firmata dallo chef Zhang Guoqing, gli gnocchi di riso del Capodanno, il pesce presentato tutto intero e le polpette di pasta di riso ripiene di sesamo nero. Certo, i pranzi non hanno la magia dei banchetti serali al ristorante, tradizione frustrata dalla pandemia. Ma Milano sta tornando a tifare per la sua Chinatown: "Domenica scorsa, a San Valentino – rivela Shuye – abbiamo avuto il tutto esaurito. E abbiamo dovuto dire di no ad oltre 200 richieste di prenotazione, per lo più da parte di italiani". Nella vicina via Sarpi, qualcuno si esibisce in un ammirevole tentativo di comunicazione. L’invito di Jada ai milanesi è esplicito: "Per strada o in un negozio, rivolgetevi a un cinese salutandolo con il beneaugurante "niu nian da ji". Sorriderà e ringrazierà. Ricambiando l’augurio: "Grande fortuna nell’anno del Bufalo!".