Indagato Andrea Dini, cognato del governatore leghista Attilio Fontana
Indagato Andrea Dini, cognato del governatore leghista Attilio Fontana

Milano, 10 luglio 2020 - Non fu una donazione, ma una reale fornitura di camici e altro materiale, per un valore di 513mila euro, da parte di "Dama", società gestita dal cognato del governatore Attilio Fontana, di cui la moglie detiene una quota del 10%. Questo sarebbe uno dei primi dati già dati per acquisiti nell’inchiesta della Procura di Milano in cui, per ora, sono stati iscritti nel registro degli indagati il cognato di Fontana, Andrea Dini, e il dg di Aria spa, la centrale acquisti della Regione, Filippo Bongiovanni.

Sarebbe stato l’assessore all’Ambiente, Raffaele Cattaneo, nel momento della pandemia a capo dell’unità per l’approvvigionamento di mascherine e Dpi della Regione, a consigliare di rivolgersi alla Dama Spa per ottenere una partita di camici. È quanto emerge dalle indagini sulla presunta turbata libertà nella scelta del contraente per la fornitura di 75 mila pezzi dall’azienda del cognato del governatore lombardo. Azienda tessile, proprietaria del marchio Paul&Shark riconvertitasi per la produzione dei camici per i medici. Nell’inchiesta dei pm Carlo Scalas, Paolo Filippini e Luigi Furno, si ipotizza che sarebbe stato poi il presidente Fontana, dopo l’inchiesta di Report, a fare pressione per far passare quella come una donazione. In seguito la società varesina in cui la moglie del governatore, Roberta Dini, ha una quota del 10%, avrebbe stornato la fattura.

Due giorni fa la Guardia di finanza ha acquisito fatture relative alla vendita, note di credito, documenti di offerta e storno delle fatture. Il sospetto del pool di inquirenti è che la trasformazione della fornitura, con contratto regolare, in donazione sia stata "simulata" e comunque lo storno sarebbe avvenuto, secondo ipotesi investigativa, solo dopo che la trasmissione "Report" aveva iniziato ad interessarsi alla vicenda. I magistrati, con la Guardia di finanza impegnata nelle acquisizioni in Regione, stanno indagando sul fatto che la fornitura delle mascherine, avvenuta, fosse minore rispetto al quantitativo ordinato e che lo storno delle fatture riguardasse una cifra inferiore rispetto a quella pattuita. Agli atti sarebbe stato acquisito il documento dell’offerta della fornitura di Dama che riportava la firma di Dini. Il dg, cognato di Fontana, aveva spiegato di essere intervenuto in un secondo momento per "rettificare tutto perché avevo detto ai miei che doveva essere una donazione, non una vendita". C’è un altro punto che dovrà essere chiarito: Dama doveva o no sottoscrivere il "patto di integrità" previsto nei contratti regionali, con dichiarazione del conflitto di interesse per rapporti di parentela col governatore? Da quanto è stato spiegato dai testimoni, nei rapporti con la pubblica amministrazione è obbligatorio. E proseguono oggi le audizioni di testi in Procura, dopo che ieri sono stati sentiti funzionari regionali, tra cui presidente di Aria Francesco Ferri e Carmen Schweigl, responsabile della struttura gare e numero due di Aria spa. La dirigente è stata ascoltata per 7 ore.