Milano, 20 dicembre 2016 - Una galleria di t-shirt e vignette per dare uno schiaffo al bullismo, una piaga sociale che negli ultimi anni si è diffusa al pari di un virus velenoso soprattutto grazie alla Rete e ai social network. ‘TheUnbullyKode', in scena stasera dalle 18.30 alle 22 al Balubà Cafè di Milano (Via Carlo Foldi 1) e sostenuta da Canova skin care e Uniagest, è un grande impegno civile, prima ancora che un’esposizione, che unisce artisticamente due parole: bullismo - termine di matrice anglosassone (dall’inglese ‘bullying’) che indica un comportamento dannoso da parte di un gruppo di ragazzi verso i loro coetanei, o di età inferiore, con atti di aggressione reiterati di carattere fisico, verbale o relazionale che portano la vittima ad accusare stati di forte ansia, disagio psicologico e, nei casi più gravi, inducono al suicidio – e ‘Unkode’, una costola della Cooperativa Sociale AngelService da anni attiva nel sociale per aiutare i più deboli e gli emarginati, così da garantirne un reinserimento graduale nella società in luogo di una silenziosa ghettizzazione.  

Non a caso, le immagini proposte hanno una chiara valenza evocativa, pur attenendosi al perimetro di una scelta artistica. “Ho scelto di raccontare questo tema in modo particolare – spiega il vignettista Marco Fusi, autore dei disegni dell’esposizione – vale a dire proponendo un’assonanza tra la parola ‘bullismo’ e il ‘bullone’, strumento spesso utilizzato per offendere, anche se è bene ricordare che il bullismo comporta un tipo di violenza anche psicologica che spesso avviene in un’età molto delicata, quella in cui non si è ancora imparato a distinguere in modo netto il bene dal male. E io ne so qualcosa. Quando ero piccolo ne sono stato vittima, e solo perché non avevo voglia di parteggiare per un gruppo, di schierarmi”.  All’incontro parteciperà anche la giovane scrittrice Anna Francesca Vallone, che nel suo romanzo “Non lo saprà nessuno” (Aliberti) racconta una vicenda di amore e bullismo della quale si potranno rivivere alcuni stralci letterari in una serie di letture. Ingresso libero.