Frate Clemente Moriggi
Frate Clemente Moriggi

Milano, 12 giugno 2019 - Non solo è finito al centro di un processo per il buco da 23 milioni di euro nelle casse dei frati Francescani. Processo dal quale a maggio è stato prosciolto dall’accusa di appropriazione indebita per intervenuta prescrizione. Ma quando i vertici gli hanno chiesto di trasferirsi dal convento a Milano a uno nell’hinterland, non ha voluto obbedire. Fra Clemente Moriggi, ex economo della Conferenza di ministri provinciali dei Frati Minori, da ieri non è più parte dell’ordine ed è stato anche «dimesso dallo stato clericale». A farlo sapere sono gli stessi Francescani, finiti al centro di una brutta vicenda culminata il 25 novembre del 2015 con la morte del broker italosvizzero Leonida Rossi.

Il professionista di 78 anni, da tempo fiduciario dei religiosi e di altri ordini, si tolse la vita impiccandosi nella sua villa di Lurago d’Erba. Una morte che, per chi lo conosceva bene, lascia molti interrogativi aperti. Come ancora da chiarire è la fine che ha fatto quel fiume di denaro, frutto di donazioni e lasciti di tanti fedeli, affidatogli dai Francescani in cambio della promessa di rendimenti elevatissimi, che a suo dire potevano arrivare fino al 12%. I primi versamenti sul conto del broker, da quanto ha accertato il Nucleo di Polizia valutaria della Guardia di Finanza, erano iniziati nel 2005 e gli ultimi bonifici erano arrivati nel 2011. Nel febbraio 2014, poi, il nuovo economo, frate Fossati, successore aveva fatto altri due bonifici da 20mila euro ciascuno a Rossi, nella speranza di avere in cambio un aiuto per recuperare il tesoretto “disperso”. Era stato lo stesso frate Fossati, poi, a presentare un esposto in Procura.

Reati pesanti, quelli emersi nel corso delle indagini, ma ormai commessi troppi anni fa. Abbastanza perché il giudice Giuseppe Vanore, della quarta sezione penale di Milano, lo scorso maggio decidesse di prosciogliere per intervenuta prescrizione frate Giancarlo Lati, ex economo della casa generalizia dell’Ordine dei Frati minori, frate Renato Beretta, ex economo della Provincia San Carlo Borromeo e frate Clemente Moriggi, ex economo della Conferenza di ministri provinciali dei frati minori.

I pm Adriano Scudieri e Sergio Spadaro, titolari del fascicolo, al momento di chiudere le indagini, avevano chiesto l’archiviazione dell’intero procedimento per la morte di Rossi, ritenuto l’unico responsabile della vicenda. In realtà era emerso più di un dubbio sulla reale consapevolezza dei religiosi circa la legittimità dei traffici del broker. Proprio frate Moriggi, in una conversazione intercettata dalle Fiamme Gialle, confidava al suo interlocutore, il “collega” laico Franco Casarano, di avere nascosto, durante una perquisizione della documentazione importante sotto un frigorifero e sotto un borsone. Una circostanza considerata dal gip Maria Vicidomini talmente rilevante da spingerla a ordinare ai pm l’imputazione coatta a carico dei tre frati.

Nel frattempo, da parte dell’ordine sono scattate le misure disciplinari, tra cui i trasferimenti dei tre religiosi in atri conventi. Provvedimenti ai quali fra Giancarlo Lati e fra Renato Beretta si sono adeguati, mentre fra Moriggi ha resistito. Un’impuntatura che gli è costata la tonaca.