Un raduno di alpini
Un raduno di alpini

Milano, 11 gennaio 2019 - La collaborazione partirà a marzo, in vista dell’adunata nazionale in programma tra il 10 e il 12 maggio. Proprio nell’ottica di restituire qualcosa di positivo alla città che li ospiterà tre giorni per la kermesse del centenario, gli alpini hanno deciso di impegnarsi sul fronte dell’ormai tristemente noto boschetto dell’eroina di Rogoredo. L’altro ieri si è tenuto il primo sopralluogo nell’area verde di via Sant’Arialdo per condividere i progetti da realizzare: «I problemi continuano a esserci, così come si intensificano le attività delle forze dell’ordine che nei giorni scorsi hanno fermato 3 spacciatori – il commento su Facebook dell’assessore all’Urbanistica Pierfrancesco Maran –. Al tempo stesso proseguono le attività di Comune di Milano, Italia Nostra e le altre associazioni».

L’obiettivo: «Bisogna creare le condizioni perché il luogo venga frequentato anche da altri cittadini». E qui entrano in campo le Penne nere: «Anche gli alpini presenti stamattina (mercoledì mattinata, ndr) – chiosa Maran – daranno una grande mano in vista del loro raduno del centenario che si terrà a maggio a Milano». In che modo? I progetti sono già stati definiti. L’Associazione nazionale alpini aiuterà i volontari di Italia Nostra a piantare nuovi filari di querce e contribuirà alla realizzazione di una pista di pump truck, un percorso composto di curve e gobbe da percorrere in mountain bike o con altri modelli di due ruote da cross senza l’ausilio della pedalata. Un modo per provare a sottrarre altro spazio agli spacciatori di droga, che già ne hanno perso in due anni e mezzo di blitz periodici di carabinieri e polizia. Detto questo, il problema Rogoredo è tutt’altro che risolto: decine di tossicodipendenti continuano a percorrere ogni giorno la strada che congiunge la stazione ferroviaria al boschetto per rifornirsi di «nera» a buon mercato; e prova ne sono gli arresti effettuati dalla Squadra mobile nella prima settimana dell’anno, con quattro pusher in manette e il sequestro complessivo di due etti di eroina, 50 grammi di cocaina e 2.500 euro in contanti. I numeri della piazza di spaccio restano elevatissimi, tanto da essere considerata la più frequentata del Nord Italia, anche se la porzione di parco in mano agli spacciatori nordafricani si è sensibilmente ridotta rispetto al 2016. Poi c’è il tema della sicurezza, tornato di strettissima attualità martedì dopo l’accoltellamento di un 22enne di origine marocchina a due passi dall’ingresso di via Sant’Arialdo.

Infine, va valutato l’impatto del nuovo piano d’azione ispirato dalla Prefettura, che prevede pure il coinvolgimento a tempo pieno di medici e operatori sanitari nella lotta alle dipendenze, con un occhio di riguardo ai minorenni. Passa soprattutto da qui la «liberazione» del boschetto, un luogo da restituire al quartiere dopo anni di abbandono e disinteresse.