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18 feb 2021

Il sindaco di Bollate: "Zona rossa, 7 giorni non bastano"

Preoccupato Vassallo. Semideserta la città, mentre sui social si accavallavano le domande

monica guerci
Cronaca

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Bollate (Milano), 19 febbraio 2021 -  Da troppo tempo non si vedevano ed era andata a trovarla. È finito in modo tragico quell’incontro con l’anziana mamma, alla base del contagio che da Ospiate di Bollate è arrivato a Pavia. La prima vittima del focolaio bollatese è deceduta martedì sera al Policlinico di Pavia dove era ricoverata in terapia intensiva da alcuni giorni. La figlia è un’operatrice della materna Munari di Ospiate, la scuola dove è esploso il contagio che ha coinvolto 59 persone (45 bambini e 14 adulti, fra maestre e operatori) così rapidamente che l’autorità sanitaria aveva fatto scattare i controlli a campione: fra i positivi tre avevano la variante inglese. Un quarto caso, riferibile alla Munari, l’hanno appunto accertato a Pavia.

Ieri c’erano più forze dell’ordine che abitanti in giro per la città al suo primo giorno di “lockdown”, scattato mercoledì alle 18. Serrande abbassate, scuole chiuse, controlli nelle strade e agli ingressi del paese. Fra i bollatesi sui social è tutto un chiedersi che cosa si può fare e cosa è vietato; tanto che il sindaco, Francesco Vassallo si è rivolto al prefetto di Milano per farsi chiarire i dubbi. Le regole sono pubblicate sul sito del Comune.

Il timore crescente è che questa prima settimana di confinamento non basti. "Le quarantene sono di 14 giorni, per questo credo ci vorrà più di una settimana di zona rossa per tornare a una situazione più tranquilla", dice il sindaco. Intanto i numeri del cluster scolastico starebbero crescendo, mentre ieri si è concluso lo screening volontario di massa per i 740 studenti dell’istituto Rosmini invitati a fare il test rapido. "Bisognerà attendere la fine della zona rossa per avere i dati completi sulla scuola", rispondono da Ats.

In assenza di numeri ufficiali, quelli che circolano si rincorrono e si contraddicono col passare delle ore. Secondo l’ultimo aggiornamento di mercoledì il test di massa lo avrebbero fatto in 370. Fra questi sono 11 i casi positivi confermati (che se si aggiungono ai 59 della scuola materna vanno a quota 70), occorreranno giorni per sapere quanti siano nella variante inglese. "Degli 11 casi, alcuni sono già i cosiddetti link, ovvero fratelli e altri familiari contagiati - precisa Vassallo -. E sembrerebbe che siamo arrivati a 94 con i link esterni al territorio".

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