Igor Maj
Igor Maj

Milano, 7 aprile 2021 - Archiviata l’inchiesta per istigazione al suicidio in relazione alla morte di Igor Maj, il 14enne trovato morto impiccato nella sua stanza il 6 settembre del 2018 a Milano. Il ragazzino era rimasto coinvolto nella “Blackout challenge”, una sfida online pericolosissima che può portare, come purtroppo è successo a Igor, al decesso. Il giovane stava guardando un video su YouTube poco prima di morire.

Nel decreto in cui viene accolta la richiesta del pm Cristian Barilli, il gip Sofia Fioretta ha scritto che nella "vicenda", che "pure può rappresentare momento di riflessione e confronto", non ci sono state "violazioni di norme di cautela, da parte degli indagati", tra cui il giovane che caricò il video, "direttamente riconducibili al tragico epilogo" e non è nemmeno "possibile ascrivere" alla società YouTube "alcun illecito amministrativo". 

Il reato era stato contestato a due giovani e in particolare ad un 26enne che aveva prodotto e caricato il video su YouTube. Non solo, scrive il gip, non c'era in lui "dolo di far sorgere, rafforzare o agevolare il proposito suicidiario nella indistinta platesa degli utenti della rete internet". Ma non si può configurare nemmeno l'omicidio colposo, perché "non è possibile affermare che chi ha consentito la pubblicazione e la mancata rimozione di quel video, usando l'ordinaria diligenza avrebbe potuto prevedere, dopo due anni dalla realizzazione e dalla divulgazione del video" la "tragica morte". Con un decreto di sequestro dei pm, dopo la morte, il filmato era stato oscurato. Gli inquirenti avevano chiesto degli atti a YouTube, società di Google e mai indagata, per ottenere chiarimenti. Il giudice precisa che non si possono comunque contestare illeciti alla società.