Milano, 13 giugno 2018 - Mensura Hrustic era maestra in una “scuola” particolare. Insegnava ai bambini rom tra i 10 e i 13 anni l’arte del borseggio, guidandoli sul campo, alle fermate della metropolitana, nelle stazioni o in zone turistiche di Milano e Roma. Baby scippatori da allevare. Una risorsa per i gruppi criminali, perché non imputabili in quanto minori di 14 anni, capaci di muoversi con velocità e destrezza tra gruppi di pendolari e turisti. Mensura Hrustic, 36 alias e decine di arresti alle spalle, è finita dietro le sbarre nel luglio scorso, quando è stata raggiunta dai carabinieri della Squadra catturandi diretta dal capitano Marco Prosperi, che hanno eseguito un ordine di carcerazione in seguito alla condanna a 11 anni e 9 mesi di carcere. La donna, rom bosniaca di 31 anni, sta scontando le pena in cella. Ma altre compagne di scorribande hanno avuto più fortuna. Spesso ladre e borseggiatrici arrestate dalle forze dell’ordine tornano in libertà nell’arco di pochi giorni.

Per la «lieve entità» dei reati a volte ottengono i domiciliari o vengono rimesse in libertà con obbligo di firma o di dimora subito dopo l’udienza per direttissima, in attesa del processo. Le porte del carcere si aprono solo quando accumulano un certo numero di condanne. Nel frattempo hanno il tempo per compiere decine di razzie. Casi come quelli della banda di giovani rom fermate nei giorni scorsi dalla polizia con l’accusa di aver svaligiato l’appartamento del sindaco di Milano Giuseppe Sala, nel fine settimana del 26-27 maggio. Per una di loro Gina B., 19 anni, il giudice ha disposto l’obbligo di dimora e di firma ma non la custodia in carcere, perché è madre di una bimba di 7 mesi. Il loro difensore ha anche prodotto documenti per dimostrare che un’altra delle fermate avrebbe 13 anni e non essendo imputabile, dunque, è stata al momento rimessa in libertà e affidata ad una comunità. Servirà una perizia per accertare l’età, perché la ragazzina non ha i documenti.

In particolare, il gip Marco Del Vecchio ha convalidato i fermi delle due maggiorenni (entrambi hanno confessato), ma ha disposto il carcere solo per una 19 anni, che resta a San Vittore. Il pm Carlo Scalas aveva chiesto il carcere per tutte e due le giovani di origine rom. Bambini che a volte vengono usati come “scudo”, per evitare il carcere. Piccoli vittime dei loro parenti, che vengono allevati per diventare a loro volta scippatori, con sistemi sempre più raffinati per sfuggire ai controlli. Presidi sul territorio, sentinelle in grado di lanciare l’allarme al passaggio delle forze dell’ordine e individuare le prede da “alleggerire” del portafoglio.