Milano, 30 dicembre 2017 - Non più solo il biglietto singolo. Anche gli abbonamenti Atm sono destinati ad aumentare di prezzo. Ad ufficializzare la possibilità dei rincari è il sindaco Giuseppe Sala a margine della riunione della Giunta. Il ritocco delle tariffe del trasporto pubblico ora è scritto nero su bianco nelle linee guida del Bilancio 2018-2020 approvate proprio ieri dall’esecutivo di Palazzo Marino. Gli aumenti scatteranno dal primo gennaio 2019, tra un anno esatto. Non si possono ancora dare per certi ma restano assolutamente probabili: 50 centesimi in più per il biglietto ordinario urbano che passerà da 1,5 a 2 euro (a cascata aumenteranno anche le altre tipologie di biglietto), aumenti invece più contenuti e ancora da definire per gli abbonamenti. L’unica soluzione che consenta di evitare il ritocco tariffario è un incremento dei fondi trasferiti al Comune dal Governo attraverso la Regione. Un’eventualità sulla quale è sconsigliato scommettere perché il fabbisogno del traporto pubblico milanesi è significativo: la manovra tariffaria vale «tra i 60 e i 70 milioni di euro all’anno», fa sapere Sala. Tiene a contestualizzare le ragioni della scelta, il sindaco: «Il Bilancio del Comune è in una condizione di totale sicurezza, con una riduzione del debito a 3,7 miliardi di euro e una spesa stabile, al netto del 2015, a 740 milioni di euro nonostante i bisogni della città aumentino».

Premesso, «ci sono tre fattori che porteranno a una crescita delle spese» spiega Sala. «Il primo la crescita del costo del trasporto pubblico per effetto delle modalità con le quali sono finanziate le nuove metropolitane: per la M5 c’è un costo di 90 milioni di euro all’anno, per la M4 sarà (nei prossimi anni ndr) di 100 milioni. La seconda causa – prosegue il sindaco – è il fatto che sul personale noi andiamo a coprire il turnover fino al tetto massimo del 75% e questo impatta per circa 20 milioni di euro. Il terzo motivo è legato alla necessità di incrementare gli accantonamenti del fondo per i crediti inesigibili: circa un altro centinaio di milioni di euro nel prossimo triennio». Queste le cause del sempre più probabile aumento delle tariffe. Poi le azioni possibili ma non sufficienti: «Alla luce di questi tre problemi cercheremo di limitare le spese di funzionamento del Comune – riprende Sala – e stiamo trattando col Governo la possibilità di dismettere immobili e utilizzare i proventi a riduzione degli oneri finanziari». Infine, la soluzione auspicata e sufficiente, ma al momento non all’orizzonte: un aumento dei fondi trasferiti ai mezzi pubblici milanesi. «Il trasporto pubblico locale costa a Milano 826 milioni di euro, lo si copre con le tariffe che valgono 390 milioni e il residuo dovrebbe venire da contributi del Governo attraverso la Regione, alla quale tocca ripartire i fondi. Milano – ecco il punto secondo Sala – ha continuato a investire ma i fondi non sono aumentati. La Regione non è riuscita a farsi riconoscere dal Governo lo sforzo fatto, chi ha investito non ha avuto alcun premio. Questo è un tema politico sensibile su cui intervenire».