Milano, 3 aprile 2018 - Una biblioteca sterminata. Oltre 35 mila volumi, di cui 1.200 antichi e preziosissimi. Una biblioteca contesa, da un paio di giorni. Sì, perché a poco più di due anni dalla sua morte, tutti i libri di Umberto Eco, ancora conservati nella sua casa milanese, sono diventati l’oggetto di una contesa tra Bologna (la città dove il semiologo e scrittore ha insegnato per anni) e Milano (il luogo dove l’autore de Il nome della rosa viveva a pochi passi dal Castello Sforzesco). A dire la verità, ad aprire questa contesa, non è stata Milano, ma Bologna. Sabato, infatti, è diventata nota alle cronache l’operazione a cui puntano la Fondazione Carisbo e l’Università di Bologna: convincere gli eredi di Eco a far traslocare i libri del professore da Milano al capoluogo emiliano. La Fondazione Carisbo ha già messo nel mirino quei preziosi volumi e conta sull’aiuto di Patrizia Violi, direttrice del Centro internazionale di studi umanistici “Umberto Eco’’ dell’Alma Mater bolognese e una delle prime allieve del semiologo.

Bologna prepara il suo piano di conquista della casa-biblioteca e Milano storce un po’ il naso. O meglio, il Comune non ci sta ad aprire una guerra tra istituzioni per accaparrarsi il lascito di Eco. Una linea seguita non solo in questo caso, ma in generale. La linea di Palazzo Marino è espressa dall’assessore alla Cultura Filippo Del Corno, che, apprese le strategie bolognesi, commenta: «La posizione del Comune di Milano è che sono gli eredi di Eco gli unici titolari a decidere del futuro del lascito. Naturalmente se vorranno lasciare la biblioteca a Milano, noi saremmo onorati e lieti di aprire un dialogo su questo tema». Come dire: il Comune non andrà in pressing sugli eredi per trovare un posto nel capoluogo lombardo per i 35 mila libri, ma è pronto a trovare una soluzione con i familiari dello scrittore scomparso se essi lo vorranno. Intanto Stefano Eco, uno dei figli del semiologo, commenta: «Il futuro della biblioteca di mio padre? Ne stiamo parlando in famiglia, ma non abbiamo ancora deciso qual sarà il suo destino. Noi contatti con la Carisbo non ne abbiamo avuti». Nessun contatto neanche con il Comune di Milano, almeno per ora. Ma la biblioteca contesa rischia di diventare un caso culturale. Perché quei 35 mila volumi, se messi a disposizione di tutti, potrebbero diventare persino una meta di attrazione turistica. Chissà se il professor Eco ne sarebbe contento o meno.