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26 mar 2022

Beic, 2,5 milioni di libri. Sala: sarà pronta entro il 2026

Via al concorso di progettazione, il vincitore entro luglio. Corsa contro il tempo per realizzare l’opera con i 101,5 milioni di euro del Pnrr

26 mar 2022
massimiliano mingoia
Cronaca
Il rendering provvisorio della Biblioteca di informazione e cultura
Il rendering provvisorio della Biblioteca di informazione e cultura
Il rendering provvisorio della Biblioteca di informazione e cultura
Il rendering provvisorio della Biblioteca di informazione e cultura
Il rendering provvisorio della Biblioteca di informazione e cultura
Il rendering provvisorio della Biblioteca di informazione e cultura

MILANO

Sarà la memoria di Milano, con i suoi due milioni e mezzo di libri conservati e fruibili. Una memoria che sarà realizzata in Porta Vittoria entro il 2026, l’anno delle Olimpiadi invernali. La costruzione della Biblioteca europea di informazione e cultura, meglio nota con il suo acronimo Beic, sarà caratterizzata da una corsa contro il tempo. Sì, perché scegliere un progetto che ancora non c’è, approvarlo e renderlo realtà entro quattro anni non sarà semplice. Ma il sindaco Giuseppe Sala è ottimista: "Entro il 2026 i milanesi devono poter vedere la Beic".

Parole pronunciate ieri mattina nella Sala Alessi di Palazzo Marino, dov’è stato presentato il concorso internazionale di progettazione della Biblioteca europea di informazione e cultura. Un concorso a tappe forzate: entro il 22 giugno gli studi di architettura dovranno presentare al Comune le proposte progettuali ed entro luglio l’apposita commissione proclamerà il progetto vincitore.

Il cronoprogramma serrato non è dovuto solo dall’orizzonte del traguardo olimpico, ma dalle regole fissate dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Sui 115 milioni di euro necessari per realizzare la Beic, infatti, 101,5 milioni di euro arrivano dai fondi statali stanziati tramite il Pnrr, che richiede che le opere vengano realizzate entro il 2026, non oltre.

La localizzazione della nuova Biblioteca resta Porta Vittoria, la stessa indicata vent’anni fa, quando l’idea della Beic venne lanciata dall’amministrazione guidata dal sindaco Gabriele Albertini. Il concorso indica la struttura in un’area per ora in disuso di 13 mila metri quadrati (con 2 mila posti a sedere) compresa tra viale Molise, via Cervignano, che diventerà pedonale, a est ed ovest, e via Cena e via Monte Ortigara, a nord e sud. Un’area semicentrale, ben collegata dai mezzi pubblici: nelle vicinanze c’è la fermata “Porta Vittoria’’ del Passante ferroviario e presto ci saranno anche la fermata “Dateo’’ della nuova linea 4 della metropolitana.

L’assessore alla Rigenerazione urbana Giancarlo Tancredi, intanto, allarga il discorso a tutta l’area di Porta Vittoria da riqualificare: "A breve inaugureremo il giardino, un’area di 30 mila mq. La Beic si affaccerà proprio su questo parco. Realizzarla entro il 2026, l’anno delle Olimpiadi, sarà molto impegnativo, ma i tempi ci sono per completare i lavori in tempo". Non solo. "In Porta Vittoria ci sarà anche un polo sportivo con partenariato pubblico-privato e una parte di residenze del Comune. In più bisognerà riattivare tutti gli interventi privati, anche in questo caso si tratta di case". In campo c’è anche l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi: "Corsa contro il tempo? il sindaco ha scandito tempi abbastanza corti ma li rispetteremo. La Beic legherà ancor di più il nome di Milano a quelle delle biblioteche. Sarà la nuova biblioteca centrale di Milano. Che fine farà la Sormani? Abbiamo tre anni per decidere". Soddisfatti anche i vertici della Fondazione Beic: il presidente (ed ex prefetto) Francesco Paolo Tronca e la direttrice generale Maria Dinatolo.

M.Min.

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