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28 gen 2022

Bando moschee, i petroldollari non bastano

Entro febbraio via alla gara per via Esterle e via Marignano. Scavuzzo: attenti ai maxi-finanziamenti. La Lega: via Padova quartiere-ghetto

massimiliano mingoia
Cronaca
Da anni ormai a Milano si dibatte sull’opportunità di consentire la costruzione di moschee
Da anni ormai a Milano si dibatte sull’opportunità di consentire la costruzione di moschee
Da anni ormai a Milano si dibatte sull’opportunità di consentire la costruzione di moschee

di Massimiliano Mingoia Nuove luoghi di culto, il Comune va avanti. Entro febbraio l’amministrazione lancerà il bando per l’assegnazione per 30 anni del diritto di superficie degli ex bagni pubblici di via Esterle (zona via Padova) e del terreno di via Marignano (ai confini tra Milano e San Donato milanese), entrambi di proprietà municipale. Parliamo di potenziali nuove moschee (l’interesse della comunità islamica milanese per la struttura di via Esterle è noto), ma non solo, la procedura comunale è aperta a tutte le religioni. La gara prevede una base d’asta di 480.162 euro per gli ex bagni pubblici e di 394.972 per il terreno alla periferia sud-est della città. Attenzione, però: i soldi offerti conteranno meno del progetto presentato. Per la precisione – spiegano a Palazzo Marino – l’aggiudicazione avverrà sulla base di un’offerta tecnica a cui sarà assegnato un punteggio massimo di 90 punti e di un’offerta economica a cui sarà assegnato un punteggio massimo di 10 punti. Il motivo è semplice: il Comune vuole evitare che gli ex bagni di via Esterle e il terreno di via Marignano finiscano nelle mani di comunità religiose – in particolare islamiche, in alcuni casi con un approccio radicale al culto di Allah – finanziate da Stati esteri ricchi di petroldolladi da investire per realizzare moschee negli Stati occidentali. È la vicesindaco con delega ai Rapporti con le comunità religiose Anna Scavuzzo a spiegare nei dettagli il bando sui luoghi di culto durante la commissione congiunta Rigenerazione urbana-Istruzione del Comune: "Il tema economico non dev’essere una discriminante per l’esercizio del culto. Non pregano solo quelli che hanno qualcuno che finanzia in maniera importante un luogo di culto. Devono poter pregare tutti, evidentemente rispettando gli impegni che quella comunità si assumerà vincendo la concessione o partecipando al bando. Questa è un’indicazione molto chiara che è ...

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