I vigili del Sulpm coi gilet gialli all’auditorium San Fedele
I vigili del Sulpm coi gilet gialli all’auditorium San Fedele

Milano 14 febbraio 2019 - Badge, la battaglia continua. A portarla avanti sono sempre i sindacalisti del Sulpm e di altre tre sigle di base, che hanno stilato una lista di iniziative di protesta da qui ad aprile: blocco degli straordinari per la Settimana della Moda (comunicazione già inviata per il periodo 19-25 febbraio), sciopero nei giorni della Stramilano (domenica 24 marzo) e della Milano City Marathon (domenica 7 aprile); a seguire ci sarà un’assemblea generale per aggiornare la categoria sullo stato dell’arte e per annunciare l’intenzione di chiedere un incontro al ministro dell’Interno Matteo Salvini sul tema del riconoscimento alla polizia locale dello status di «forza di polizia».

Intanto, ieri mattina delegati e iscritti al Sulpm, molti dei quali con i gilet gialli addosso (come era già successo in occasione della commemorazione per Nicolò Savarino), si sono presentati all’auditorium San Fedele di via Hoepli 3, dov’era in programma l’assemblea indetta da Cgil, Cisl e Csa, le tre sigle che non si sono opposte all’introduzione del cartellino elettronico per i ghisa e che partecipano periodicamente alle riunioni del tavolo tecnico sulla sperimentazione della rilevazione elettronica della presenza e sulle altre questioni aperte. Stando alla ricostruzione fornita dai rappresentanti del Sulpm, questi ultimi hanno chiesto di poter intervenire per avere informazioni sulle novità emerse dai recenti incontri con il Comune, ma sarebbe stato risposto loro dalla delegata della Cgil che l’incontro era aperto soltanto a iscritti e simpatizzanti delle sigle organizzatrici. «Si sono dimostrati poco democratici – dice Letterio De Domenico del Sulpm –. La verità è che non avevano argomenti validi». Fatto sta che, riferiscono ancora i delegati del sindacato anti-badge, nel momento in cui rappresentanti e iscritti al Sulpm hanno deciso di abbandonare l’auditorium urlando «Buffoni! Buffoni!», anche gli altri ghisa seduti in platea si sono alzati e li hanno seguiti, lasciando solo «una quindicina di persone in assemblea».

Diversa la versione di Orfeo Mastantuono del Csa: «Sono venuti lì solo per provocare e disturbare i nostri interventi, con i quali abbiamo spiegato il lavoro fatto in questi anni su più fronti, dalla previdenza integrativa alla tutela legale: quando sono usciti, alcuni li hanno seguiti, ma in assemblea sono rimaste circa cento persone. Dal nostro punto di vista, abbiamo ribadito che il badge è un obbligo imposto dalla legge nazionale e che quindi il Comune non può fare altrimenti, ma come Csa ci stiamo impegnando per far sì che la polizia locale sia sempre più tutelata». «I vigili si sono stufati – contrattacca il segretario del Sulpm Daniele Vincini –. L’introduzione del badge sta creando solo disservizi e problemi nel lavoro quotidiano degli agenti di polizia locale». E ancora: «Abbiamo provato a spiegarlo al sindaco Sala, ma non ci ha voluti ascoltare: andiamo avanti per la nostra strada, a difesa di una categoria che ha dato tanto a questa città». Tradotto: la mobilitazione non si ferma.