Milano, 31 maggio 2018 - Un baby spinosauro. Vale a dire, il più piccolo esemplare di quello che è ormai ritenuto il più grande dinosauro predatore mai esistito. Lo studio sul nuovo fossile è stato appena pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica PeerJ da due studiosi italiani, Simone Maganuco e il brianzolo Cristiano Dal Sasso, paleontologi del Museo di Storia Naturale di Milano.

Il fossile, un artiglio lungo 21 millimetri, apparterrebbe a un esemplare molto giovane, lungo 1,78 metri. Cristiano Dal Sasso è noto nel mondo della paleontologia per alcune scoperte e ricerche rivoluzionarie: da “Ciro”, il primo dinosauro italiano, un esemplare di Scipionyx Samniticus con cui lo studioso aveva conquistato all’epoca la copertina di “Nature”, fino appunto allo Spinosaurus aegyptiacus, lungo una quindicina di metri, più del famigerato Tyrannosaurus rex. E non è un caso che ora sia arrivato anche il baby spinosauro. «L’artiglio fu raccolto in Marocco tanto tempo fa e portato al Museo di Milano da un nostro collaboratore. Era un anno che ci giravamo attorno», rivela. In particolare, nel 2014 la scoperta di uno scheletro di Spinosaurus ha mostrato una morfologia incredibilmente simile a quella di quell’artiglio misterioso rimasto sino ad allora inosservato in un cassetto del Museo di Storia Naturale di Milano. Fino a quando la forte somiglianza con le falangi ungueali dello spinosauro ha permesso ai due studiosi di capire che si trovavano di fronte al più piccolo esemplare sinora rinvenuti al mondo del dinosauro più grande che avesse mai calcato la Terra o nuotato nelle sue acque (lo spinosauro era semiacquatico!) .

«Oltre alla rarità di fossili appartenenti a dinosauri teropodi giovani e alla scarsità di ossa di Spinosaurus, questa scoperta è ancora più eccezionale se consideriamo le straordinarie dimensioni raggiunte da uno spinosauro adulto, che probabilmente ere più lungo di un T-rex” ribadisce Maganuco. E aggiunge Dal Sasso: «Questo ritrovamento indica che in Spinosaurus il piede degli esemplari più giovani presentava gli stessi adattamenti locomotori osservati negli individui adulti, e che probabilmente tali adattamenti venivano acquisiti molto precocemente, fin dalla nascita».