Baby calciatori  sul campo (foto Germogli)
Baby calciatori sul campo (foto Germogli)

Milano, 17 marzo 2018 - Siamo all’alba della primavera, stagione in cui l’aria profuma di fiori e magari sbocciano anche i talenti. Perché nel calcio è così, la primavera è la stagione dei sogni: quelli di migliaia di bambini e adolescenti che da marzo a maggio partecipano ai provini nei settori giovanili di tutta Italia dalla Lega Pro alla Serie A. Si muovono tutti nel circo del pallone: direttori sportivi dei vivai e osservatori, agenti veri e falsi procuratori, intermediari e faccendieri, sponsor e genitori. Girano soldi, tanti, perché papà e mamma farebbero qualsiasi cosa per accontentare il figliolo (e se stessi): minimo cinquanta euro magari per giocare uno spezzone di partita, fuori ruolo e confuso fra decine di coetanei. Poi le spese di viaggio, perché centinaia di chilometri col borsone carico di speranze non te li paga nessuno. Spesso alcuni ragazzini fanno tutto ciò di nascosto (ci vorrebbe il nullaosta delle società di appartenenza), spesso i provini sono vere farse. Gruppi di ragazzi di 50-60 bambini che giocano e poi tutti in ansia ad attendere una risposta positiva. Genitori dalle tribune che si lamentano e vogliono sapere in tempo le scelte per potersi muovere per trovare altre soluzioni. Alla fine si prendono quelli davvero forti, e poi i raccomandati con lo sponsor e poi vengono gli amichetti, quelli che ha portato il ds e il procacciatore.

A raccontarci tutto un ex calciatore ormai con qualche capello bianco: ha giocato ad alti livelli e dopo aver smesso è rimasto comunque nell’ambiente. E conosce molto bene le dinamiche dei settori giovanili. «Vedo ogni settimana porcherie e malaffare, qui serve qualcuno che faccia pulizia a tutti i livelli. A cominciare dai “piccoli amici”, i bambini di 7 anni. E poi i pulcini, che a 9-10 anni hanno già il procuratore. Guardate pure alcuni siti gestiti da certi agenti, mettono in esposizione le foto di 2008 e 2009 presi nelle ultime selezioni... roba da denuncia. Ma la colpa lo sapete di chi è? Dei genitori, convinti di avere un campione in casa. E invece hanno solo un bambino che vuol giocare e divertirsi». Piccoli atleti come carne da macello, dunque. In vendita al miglior offerente. E poco importa se hanno solo 10, 12 o anche 14 anni.

«Giro tutte le settimane sui campi di Milano e dell’hinterland - prosegue il nostro interlocutore -, da settembre a dicembre ho visto 1.400 ragazzi del 2004 e 2005, ma alla fine nel ho selezionati solo 30, dieci per ruolo. Poi vanno rivisti in ulteriori selezioni. Questo sarebbe un comportamento serio, e invece vedo situazioni imbarazzanti. Mediatori e procuratori che avvicinano i genitori e garantiscono ulteriori provini in grandi squadre. Ma vi rendete conto? Come si può mettere sotto contrato un bambino di 9-10 anni, pur bravo che sia?». Veri e propri affabulatori, vanno e promettono. Per essere più convincenti, pare che vengano offerti ai piccoli anche doni, come biciclette e playstation, anche semplicemente per portarli da una scuola calcio all’altra. Insomma,basta poco per cedere alle lusinghe di questi loschi personaggi. Non solo. «Ci sono società di Milano che fanno selezioni di adolescenti provenienti dall’est... che ovviamente pagano tanto pur di fare un provino. Sono ragazzini bulgari, romeni, polacchi, macedoni, albanesi tutti gestiti da organizzazioni ben conosciute. Un “traffico” che non so quanto sia legale, fatto sta che alcuni di questi giovanotti per restare in Italia vengono tesserati, ma alla fine il guadagno di chi li ha portati solo per illuderli con i “provini” è molto alto».(1 - Continua)