Mezzi pesanti in autostrada
Mezzi pesanti in autostrada

Milano, 5 gennaio 2018 - Benzina e gasolio, gas compressi o sostanze corrosive. Secondo gli ultimi dati disponibili, ogni anno transitano su strade e autostrade lombarde circa 20 milioni di tonnellate di merci pericolose. La quota trasportata via treno è ancora minima, rispetto ad altri Paesi europei. Una mappa che vede, tra i tracciati più a rischio la A4 Torino-Venezia sull’asse Ovest-Est e la A1 Milano-Genova sull’asse Nord-Sud, proseguendo sulla A8 Milano-Varese e sulla A9 Milano-Como-Chiasso. E le strade attorno a raffinerie e grossi depositi di carburante come Arluno, Trecate, Lacchiarella, Sannazzaro e Cremona. «Il rischio connesso al trasporto di sostanze pericolose riveste una importanza fondamentale, seppur caratterizzato da una bassa frequenza di accadimento, a causa della rilevanza degli effetti di danno sia per la salute della popolazione sia per la salvaguardia dell’ambiente», si legge in una relazione del 2015 della Regione Lombardia.

«Eventi incidentali - prosegue il documento - possono generare effetti secondari gravi, caratterizzati da estensioni tali da interessare le aree antropizzate e zone ambientali sensibili». Il trasporto di merci pericolose è regolamentato dall’accordo internazionale Adr, con parametri stringenti. Alcuni, però, non rispettano le regole. «Le norme ci sono, ma mancano i controlli», spiega Angelo Sirtori, presidente della sezione milanese della Federazione Autotrasportatori Italiani (Fai) e titolare di un’azienda specializzata nel trasporto di materiale infiammabile fondata nel 1935, con 300 camion e sede ad Agrate Brianza. «Per manomettere un cronotachigrafo e alterare i dati sul tempo di guida basta una calamita - racconta - inoltre alcune imprese ottengono incarichi che poi subappaltano a ditte poco rispettose delle regole. Ai committenti interessa spendere il meno possibile, ma per essere in linea con le norme servono grossi investimenti».

Un'autocisterna in grado di trasportare 40mila litri di combustibile costa circa 190mila euro. Per la sicurezza del personale, tra visite mediche, formazione e attrezzature, Sirtori spende duemila euro all’anno per ogni lavoratore. «La concorrenza di chi offre servizi a minor prezzo si è fatta sentire - prosegue - per questo ci stiamo spostando sempre di più all’estero, dove ormai si concentra il 70% del nostro lavoro». Secondo il presidente Fai di Brescia Sergio Piardi, anche lui titolare di una ditta di trasporti, servirebbero incentivi per rinnovare il parco macchine. «In Italia circolano 918mila veicoli superiori alle 16 tonnellate - spiega - e i due terzi hanno più di dieci anni. Siamo il Paese europeo con i veicoli più obsoleti, e questo si ripercuote sulla sicurezza».