Milano, 19 novembre 2017 - Via Montenapoleone, venerdì pomeriggio. Manca poco all’imbrunire e le vetrine sfavillanti attirano l’attenzione dei passanti sui marciapiedi sempre affollati, tra chi corre verso il metrò e chi si fa strada con i sacchetti vistosi dello shopping. Traffico scorrevole. Auto parcheggiate ordinatamente. E sui posteggi riservati ai disabili? Lo sguardo cade sulla porzione di asfalto che due mesi fa era stata al centro di una lite che aveva scatenato un polverone: da una parte il papà di un ragazzo disabile, dall’altra il proprietario di una Ferrari blu che si sarebbe rifiutato, rispondendo in malo modo, di PASCRMIL28-N_WEBspostare l’auto un po’ più avanti per consentirgli di far scendere agevolmente il figlio.

Siamo tornati a vedere se quei due posteggi all’altezza del civico 16, riservati ai diversamente abili, vengono oggi effettivamente utilizzati solo da chi ne ha diritto. E - udite udite - abbiamo osservato che nell’arco di un’ora uno dei due stalli è stato occupato prima da un furgone per il carico e scarico, rimasto in sosta con le quattro frecce per oltre mezz’ora, poi da un bolide di lusso. Un Bentley continental Gt grigio da oltre 210mila euro. Passati due mesi, è come se tutto fosse tornato come prima. Lontane le polemiche. Lontano il rispetto delle regole. E se un disabile avesse avuto bisogno di sostare lì? Avrebbe dovuto cercare un altro posto. O chiedere al proprietario del macchinone di spostarsi, sperando di ricevere un trattamento gentile (e magari delle scuse). Purtroppo, non è un caso isolato.

In corso Venezia abbiamo immortalato una Smart, piccola, sì, ma appiccicata a un’auto col tagliandino dei disabili in un posteggio riservato. E a pochi passi da via Montenapoleone, all’angolo tra le vie Pisoni e Manzoni, un’Audi con nonchalance in sosta con le quattro frecce, sempre su uno stallo per gli invalidi. Quattro trasgressori scovati in poco più di un’ora, nel salotto del lusso in città. C’è da dire che buona parte dei posteggi era occupata da auto di aventi diritto, con tagliandino ben esposto: due auto regolarmente in sosta in piazza San Babila, una in via Cino del Duca, due in corso Venezia e un’altra in via Montenapoleone, proprio dietro la Bentley. Ma la superiorità numerica degli automobilisti civili non cancella il gesto poco edificante di chi ha parcheggiato dove non avrebbe dovuto, in barba alla segnaletica e soprattutto ai diritti dei meno fortunati.

«Dobbiamo lavorare sulla cultura, sul cambio di mentalità – commenta Marco Rasconi, presidente Ledha Milano –. Il caso della Ferrari blu ha avuto un impatto mediatico forte ed è sempre un bene che si affronti l’argomento. C’è ancora da fare, molta gente non capisce che il rispetto di questi parcheggi non è legato solo a un diritto dei disabili ma di tutta la collettività perché una società rispettosa e attenta ai bisogni del prossimo è in grado di affrontare meglio tutti i problemi».