Un tram di Atm
Un tram di Atm

Milano, 25 novembre 2020 - L’emergenza Coronavirus e le limitazioni agli spostamenti via via adottate per contenere la diffusione della pandemia hanno ridotto di 310 milioni di euro gli introiti assicurati al Comune dalla vendita dei biglietti e degli altri titoli di viaggio di Atm. Un ammanco che il Governo coprirà solo in piccola parte, nella migliore delle ipotesi solo per 90 milioni, secondo quanto riferito ieri da Marco Granelli, assessore comunale alla Mobilità, nel corso di una seduta congiunta delle commissioni Trasporti e Enti Partecipati. Nel dettaglio, Palazzo Marino, per ora, sa di poter contare su 42,9 milioni di euro di ristori alla voce «trasporto pubblico». A tanto ammonta il trasferimento assicurato dallo Stato, attraverso la Regione, con il primo decreto approvato dal Governo, quello che stanziava 500 milioni di euro a livello nazionale per sostenere le aziende del trasporto pubblico locale. Secondo quanto riferito da Granelli con la seconda tranche di trasferimenti si arriverà ad un ristoro complessivo di 90 milioni di euro. Questo il quadro che «illustrerà l’assessore al Bilancio, Roberto Tasca, nei prossimi giorni presentando il consuntivo», anticipa di nuovo Granelli. 

Accanto ai ristori per i mancati introiti ci sono le compensazioni per i potenziamenti effettuati per garantire una frequenza di corse tale da minimizzare il rischio di assembramenti a bordo dei mezzi nonostante il ridotto afflusso di passeggeri. Potenziamenti effettuati anche grazie al ricorso al noleggio di bus di aziende di trasporto privato: a Milano è avvenuto e sta avvenendo su 7 minitratte. Potenziamenti per i quali il Comune ha presentato al Governo un conto da 11 milioni di euro senza avere ancora ottenuto certezze sull’eventuale copertura di questo extracosto da parte dello stesso esecutivo. Nel frattempo l’emergenza Coronavirus sta impattando anche sui lavoratori Atm. Dal 16 novembre e ancora per 7 settimane 173 dipendenti dell’Azienda di Trasporto faranno cassa integrazione a rotazione o, più esattamente, accedono al fondo di solidarietà bilaterale percependo l’80% della retribuzione grazie all’integrazione di Atm. Si tratta di ausiliari della sosta (46), operatori telefonici (11), addetti alla produzione di biglietti (10) e addetti alla guardiania (106). In stand by il rinnovo delle tariffe agevolate fin qui previste per i famigliari dei dipendenti Atm e per i dipendenti in pensione. Per gli uni e per gli altri Atm ha proposto ai sindacati un abbonamento annuale urbano a 182 euro (a fronte dei 96 euro pre-riforma nel caso dei famigliari e dei 60 euro nel caso dei pensionati). Critico Fabrizio De Pasquale, capogruppo di Forza Italia: «Il Governo rimborserà appena un terzo della perdita di Atm e i milanesi dovranno accollarsi gli altri 200 milioni. Scandaloso triplicare gli abbonamenti per pensionati Atm e famiglie dei dipendenti».