Quotidiano Nazionale logo
28 apr 2022

"Assediati dai problemi Niente da festeggiare"

Un Primo Maggio di sofferenza soprattutto per il settore metalmeccanico. Vittorio Sarti (Uilm): continui stop and go tra cassa integrazione e straordinari

barbara calderola
Cronaca

di Barbara Calderola

Un Primo Maggio sofferto per i metalmeccanici dell’hinterland. "Fra materie prime alle stelle, caro bollette, e guerra. Ci stavamo riprendendo dalla pandemia e ci ritroviamo proiettati in una situazione che ci impedisce qualsiasi previsione anche a breve termine. Il territorio, cuore manifatturiero del Paese, trema". Vittorio Sarti, segretario generale della Uilm Milano Monza e Brianza, traccia un quadro a tinte fosche alla vigilia della ricorrenza: "Da mesi i dati sulla produzione erano positivi, ma adesso la battuta d’arresto è evidente. Il conflitto in Ucraina sta creando grossi problemi alle nostre aziende e a pagarne il conto rischiano come sempre di essere i lavoratori". Sempre più sottoposti "a pressioni psicologiche che hanno un impatto negativo sulla quotidianità al di là della fabbrica – spiega il segretario –. Viviamo la contraddizione dello ‘stop and go’, cassa integrazione e straordinari per stare al passo quando l’attività ricomincia e alla fine del mese la busta paga è più leggera: una situazione che non può reggere a lungo".

Ai guai contingenti si aggiunge "l’incognita della transizione ecologica e tecnologica, altro elemento che finirà per incidere sulla parte debole della catena senza vere politiche industriali e senza fondi per la riqualificazione del personale. Penso anche ai piccoli artigiani, ai meccanici tagliati fuori dall’elettrico nell’automotive. È questo il settore dal quale partire, la cartina al tornasole del cambiamento, ma il governo non governa. E le ricadute di questa assenza arrivano sullo zerbino di casa".

Sul futuro c’è un enorme punto interrogativo: "Bisogna scegliere la direzione e riorganizzare tutto, altrimenti ci ritroveremo a piedi". L’altro segretario Francesco Caruso (Uilm Milano Monza e Brianza) punta l’indice "sulla latitanza dell’esecutivo sul fronte energia. Nel Milanese ci sono aziende che si sono ritrovate con costi decuplicati e non sanno come fare ad andare avanti. Ma le contromisure in arrivo da Roma sono insufficienti. Altre stanno pagando un prezzo altissimo all’embargo dopo l’invasione russa: hanno perso clienti e fornitori". Per entrambi la festa "è bene che torni in presenza, ha un forte valore simbolico", ma dovrebbe servire pure a invertire la rotta sull’altro nervo scoperto: le morti bianche.

"Chiamiamo le cose con il loro nome: strage sul lavoro – dice Sarti -. Le parole sono importanti e con la ripresa dopo il Covid per molte imprese la sicurezza è tornata a essere un costo. Serve un cambio di mentalità, senza una nuova cultura continueremo a contare croci. Ed è inaccettabile".

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?