Milano, 14 gennaio 2019 - La Procura di Milano ha aperto un'indagine "esplorativa", senza ipotesi di reato né indagati, sulla rete di protezione che ha aiutato Cesare Battisti, il terrorista dei Pac arrestato l'altro ieri a Santa Cruz De la Sierra, durante la sua latitanza. Alberto Nobili, responsabile dell'antiterrorismo milanese e titolare del fascicolo, è in attesa della relazione della Digos su quanto è accaduto negli  ultimi anni. Relazione che verrà inizialmente depositata alla Procura Generale che la girerà al pm. 

L'INDAGINE - L'indagine - per ora modello 45 - intende far luce su tutte le persone che potrebbero aver aiutato, realmente oppure economicamente, l'ex terrorista Battisti accusato di quattro omicidi. L'informativa della Digos di Milano, che arriverà alla procura generale venerdì o al più tardi lunedì, avrà carattere riepilogativo e vedrà, nero su bianco, tutte le indagini sul caso Battisti, e su eventuali aiuti.  Sono stati gli uomini della Digos a eseguire intercettazioni e pedinamenti da cui si potrà stabilire eventuali reati e se sono perseguibili in Italia. La relazione, a cui stanno lavorando gli uomini della questura, sarà una sorta di riassunto di una latitanza lunga 37 anni: dalla Francia, al Brasile fino alla cattura in Bolivia. In teoria il pluriomicida, condannato all'ergastolo, potrebbe essere interrogato come imputato di reato connesso.

Una rete di protezione durante la latitanza di Cesare Battisti? "Non mi stupisce", spiega l'ex giudice istruttore di Milano Pietro Forno che si occupò degli omicidi dei Pac. "Non mi stupisce perché Battisti fu difeso a spada tratta anche da fior fiore di intellettuali" e, negli anni '80, "uscì un libro in cui si accusavano i giudici di aver falsificato le prove e questo equivaleva per loro a una condanna a morte", ha aggiunto l'ex magistrato. "Stupisce, invece, che un intellettuale come il professor Giorgio Galli oggi definisce in un'intervista il Pac un episodio minore - ha proseguito Forno -. Certo non avevano grande peso politico ma erano noti in tutto l'ambiente per essere gli armaioli dell'eversione: erano specializzati in rapine, soprattutto alle armerie. Ne fecero una nella Bergamasca con la quale rifornirono di armi tutti i gruppi milanesi". Quelli di Torregiani e Sabbadin, spiega Forno furono "volutamente simultanei per rendere ancor più manifesta la rivendicazione: furono uccise due persone che avevano reagito sparando a dei rapinatori» ma prima da parte dei Pac erano stati commessi «numerosi altri reati, comprese delle gambizzazioni".

IL DIFENSORE - Cesare Battisti ha nominato un nuovo difensore italiano. Si tratta di Davide Steccanella, noto penalista milanese. Steccanella, difensore anche di Vallanzasca, è autore anche di libri sugli anni di Piombo come "Gli anni della lotta armata. Cronologia di una rivoluzione mancatA". Ha fra l'altro assistito nella richiesta di riabilitazione l'ex terrorista di Prima Linea Mario Ferrandi. Il legale, appena sarà possibile, si recherà nel carcere di Oristano a colloquio con Battisti.