Traffico di droga (un frame del video che incastra gli spacciatori)
Traffico di droga (un frame del video che incastra gli spacciatori)

Milano, 5 giugno 2018 - Di droga ne spostavano tanta: a quintali. Soprattutto panetti di hascisc e bustoni di marijuana stipati nei tir in arrivo dalla Spagna, ma anche cocaina proveniente dal Sudamerica e sbarcata nei container al porto di Gioia Tauro. I poliziotti ci hanno lavorato per un anno e mezzo, con arresti e sequestri in corso d’indagine; eppure l’organizzazione non ha mai smesso di trafficare droga, cercando sempre nuovi espedienti per eludere i controlli e continuare a incassare soldi. Ieri mattina gli agenti del commissariato Centro di Milano, coordinati dal primo dirigente Ivo Morelli e dal suo vice Gianluca Cardile, hanno tirato la rete: in manette venti persone tra italiani e albanesi (alcuni erano già in cella perché «pizzicati» in precedenza), due sono ancora ricercate.

Dietro le sbarre è finito pure Luca Lucci, 36 anni residente in provincia di Bergamo, che ha raccolto l’eredità di capo ultrà della Curva Sud milanista dal suo mentore Giancarlo «Sandokan» Lombardi, coinvolto in passato in un’inchiesta su una presunta estorsione ai danni del Milan per ottenere quantitativi di biglietti da rivendere a San Siro. Lucci, più volte sottoposto a Daspo e già condannato per l’aggressione nel derby del 2009 al tifoso nerazzurro Virgilio Motta (che perse un occhio a causa di quel pugno e che tre anni dopo si suicidò al culmine di una brutta depressione), utilizzava come magazzino di stoccaggio della droga il “Clan 1899” di Sesto San Giovanni, locale di cui gestisce il bar e punto di ritrovo irrinunciabile per centinaia di tifosi del Diavolo. Lì ad esempio, hanno documentato gli investigatori, era destinato parte del carico di hashish portato in camion da un autista sloveno e poi consegnato a due albanesi a San Giuliano Milanese.

Nella banda c’erano anche gli insospettabili, incensurati con un lavoro di facciata e un vero impiego da grossisti dello spaccio: gente come Enrico Catrini e Diego De Rosa, sulla carta rispettivamente titolari di una ditta di pulizie e di una lavanderia a gettoni, trovati in possesso di 113 chili di hashish, 5 e mezzo di cocaina e 15mila euro in contanti nascosti in due box e un appartamento nella periferia sud-est della città. Gente come Massimo Mandelli, una vita passata davanti agli ingressi del Meazza prima come strappa-biglietti e poi come capo degli steward dell’Inter (fino all’epoca di Suning): il suo nome risulta in lista con CasaPound per le Comunali di domenica a Cerro Maggiore, ma quella candidatura ormai è carta straccia.