William Anzaghi, 44 anni, insieme alla figlia Edith in un momento di serenità
William Anzaghi, 44 anni, insieme alla figlia Edith in un momento di serenità

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Milano - «Mi sento svuotato ma lavorare mi aiuta a non pensare troppo e a sentire il calore delle persone che mi vogliono bene. Tutto quello che faccio, è per la mia bambina. Userò le donazioni che mi sono arrivate per creare un’area giochi nell’asilo in cui Edith si sarebbe iscritta: sarà intitolata a lei". William Anzaghi, di 44 anni, è l’ex marito di Patrizia Coluzzi, quarantunenne, finita in carcere per omicidio volontario aggravato dopo aver soffocato la figlioletta di due anni nella sua casa di Cisliano, comune di 5mila abitanti a ovest di Milano, la notte tra domenica 7 e lunedì 8 marzo. Una tragedia comunicata con una telefonata a William, l’ex marito che aveva chiesto la separazione a gennaio: "Tua figlia non esiste più". Per quest’uomo, che è titolare di un bar in zona Wagner a Milano, è dura vivere con il peso di questa tragedia. "Niente è come prima, e non lo sarà più".

Quando ha ricominciato a lavorare?
"Due settimane dopo la disgrazia. Lavorare mi aiuta molto, anche se la sofferenza non passa e non passerà. Nessuno può essere preparato a una prova come quella che, purtroppo, ho dovuto affrontare. Con cui convivo ogni giorno e che mi ha segnato dentro. Ho scoperto che ci vuole tanta forza e che nonostante tutto bisogna sempre guardare avanti. Ho scoperto di avere tantissime persone meravigliose attorno a me e che bisogna costruire anziché lasciarsi andare. Ringrazio i miei genitori, i familiari, gli amici, tutti coloro che mi sono stati vicino e continuano a farlo. A loro dico di avere sempre cura dei propri bambini, perché un giorno possano diventare belle persone e aiutare a loro volta chi soffre, anche se spero che nessuno provi mai il mio dolore. Clienti e anche sconosciuti hanno portato fiori e lasciato biglietti splendidi per Edith e per me. Molti hanno anche voluto consegnarmi delle donazioni: ho ricevuto più di 2mila euro che utilizzerò per creare un’area giochi intitolata a Edith".

Dove verrà realizzata?
"Nel giardino della scuola dell’Infanzia comunale Capponi, che Edith avrebbe iniziato a frequentare tra qualche mese. La proposta è stata sposata dai rappresentanti dei genitori e dovrà essere messo a punto il progetto. In più sono in contatto con Diana De Marchi, consigliera comunale e presidente della commissione Pari opportunità di Palazzo Marino, per definire altre iniziative: vorrei darmi da fare perché tragedie simili non accadano più".

Com’è il rapporto con la famiglia della sua ex moglie?
"Ho molta stima della sua famiglia. Sento ancora i suoi fratelli, bravissime persone, che sono vittime quanto me. Anche loro sono distrutti. Eravamo tutti uniti ai funerali della piccola".

Avevate progetti?
"Sì. Avevamo comprato un altro locale alla fine del 2019, in zona Lorenteggio, così anche Patrizia avrebbe avuto una sua attività. Adesso i lavori sono quasi finiti. Lo gestirò io e lo inaugurerò il 3 giugno. La stessa data che scelsi per aprire il primo bar, nel 2006. Mi piace pensare sia un buon auspicio".