Milano, 22 febbraio 2019 - A distanza di 8 anni dalla sua attivazione la cinta videosorvegliata di Area C denuncia ancora falle. Già a luglio del 2018 si era segnalato su queste pagine quanto fosse ricorrente tra gli automobilisti il costume di utilizzare come vie d’ingresso al centro città alcune vie invece pensate come vie d’uscita dallo stesso. Detto altrimenti, si tratta di vie che si possono percorrere soltanto in un senso di marcia ed l’unico senso di marcia consentito è, per l’appunto, quello che procede in direzione periferia. Proprio per questo non sono vie presidiate dalle telecamere di Area C.

E proprio per questo sorgono immediatamente accanto alle vie invece presidiate dalle telecamere di Area C perché pensate, dal punto di vista viabilistico, come vie d’accesso al centro storico e all’area a pagamento. Per eludere in un colpo solo le telecamere, il ticket o multe, gli automobilisti percorrono quindi contromano o in retromarcia le vie d’uscita dalla Cerchia dei Bastioni trasformandole di fatto in vie di ingresso alla stessa. Prassi che porta con sé ovvi rischi e ovvi pericoli dal punto di vista della sicurezza stradale degli automobilisti che invece le percorrono secondo il giusto senso di marcia.

Un caso concreto è quello relativo a via Tristano Calco, una via piccola e stretta che unisce la zona del carcere di San Vittore a viale Papiniano. Ieri mattina nel breve volgere di qualche minuto si sono contati e filmati quattro automobilisti infrangere ogni regola del codice della strada e del buon senso e percorrere la vietta chi contromano e chi in retromarcia.

La prima opzione è stata scelta dal primo automobilista filmato dal Il Giorno, quello alla guida di una Peugeot grigio chiara, transitato da via Calco alle 9.38. La seconda opzione, quella della retromarcia, è stata invece preferita dagli altri tre automobilisti immortalati nel video, nell’ordine: dal conducente della Golf scura, da quello di una Nissan anche più scura della Golf e, in ultimo, dal conducente di una Mini Minor blu. Tutti in centro allegramente, tutti in centro impunemente in barba ai 43 varchi presidiati dalle telecamere, in barba alla congestion charge, alla lotta al traffico e all’inquinamento. Per la cronaca, nel 2019, nonostante si sia soltanto a febbraio, si sono già registrati i fatidici 35 giorni di superamento della soglia di guardia del Pm10, già in 35 occasioni si è sforato il valore limite dei 50 microgrammi di Pm10 per metro cubo.

Nei mesi scorssi era denunciata la stessa situazione anche in altre vie quali via Cassolo, una strada che unisce viale Beatrice d’Este e corso di Porta Vigentina, ma anche via Alfredo Oriani, che unisce lo stesso viale Beatrice d’Este a via Carlo Crivelli, e via Luigi Anelli. In alcuni casi si tratta di furbi veri e propri, in altri casi di residenti in centro che hanno finito il monte ingressi gratuiti. In tutti i casi si tratta di automobilisti che conoscono o hanno imparato a conoscere al meglio la geografia della viabilità cittadina.