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Milano, 26 febbraio 2019 - «Noi automobilisti siamo messi in croce. Quali sono gli aiuti per una mobilità alternativa? Comunque io non supererò il varco... Giro a sinistra». E così fa Piero Bucci, al volante della sua Panda, non appena scatta il verde in viale Sarca angolo via Chiese, a pochi passi dal capolinea del metrò lilla Bignami, evitando di oltrepassare uno dei varchi di Area B in cui da ieri mattina si sono accese le telecamere per monitorare gli accessi. Occhi elettronici pure tra via Chiese e viale Piero e Alberto Pirelli, a breve distanza, all’altezza della Bicocca. Questa è una delle voci raccolte al semaforo approfittando dei «rossi» che costringono a fermarsi. Parentesi brevissime, interrotte dal verde e dagli immancabili colpi di clacson che spronano a liberare la corsia. Non c’è tempo di chiedere al signor Bucci se davvero deve girare a sinistra o se è «costretto» a farlo per evitare Area B (in ogni caso, il passaggio sotto le telecamere per i primi 50 ingressi non comporta sanzioni). In coda, Giacomo Biondo alza le mani: «Io sono a posto», dice prima di schizzare via.

Lasciando intendere che la sua Dacia Sandero può oltrepassare il varco senza problemi. Motociclisti come Luca Zanella, che arriva da fuori città, dicono: «Il cartello è poco leggibile: chi ha un dubbio mentre è in marcia, cosa fa? Dovrebbe fermarsi almeno un minuto per leggere tutte le informazioni, creando disagi alla circolazione». Ieri la presenza dei ghisa ai varchi ha consentito di dipanare dubbi. Nicola Ciliberti, del «chiosco del panino» che resta fuori dai confini di Area B, fa però notare un’altra pecca: «Non c’è parcheggio in questa zona. Supponiamo che una persona in arrivo da fuori Milano decidesse di lasciare qui l’auto e di prendere il metrò. Dove potrebbe sostare? Area B deve essere accompagnata da servizi adeguati». I pedoni sorridono: Margherita Ceravolo, mamma: «È un altro passo per ridurre lo smog».