Dal 21 gennaio 2019 stop alle auto più inquinanti

Milano, 18 agosto 2018 - L'Area B ridurrà del 25 per cento il Pm10 allo scarico, in cifre assolute 25 tonnellate di particolato da traffico in meno dal 2019 al 2030, mentre sarà meno significativa la diminuzione percentuale delle emissioni di ossidi di azoto provocate dalle auto. Sono queste le stime più significative contenute nella relazione tecnica dell’Agenzia Mobilità Ambiente e Territorio allegata alla delibera con cui la Giunta comunale lo scorso 2 agosto ha dato il via libera all’Area B, in altre parole la Low Emission Zone che partirà il 21 gennaio 2019, dal lunedì al venerdì, dalle 7.30 alle 19.30, per vietare l’ingresso in città ai veicoli più inquinanti grazie a 185 telecamere collocate nelle strade di accesso al capoluogo lombardo.

Ma quali sono i veicoli più inquinanti del mirino di Area B? Dal 21 gennaio 2019 Area B terrà fuori da Milano i veicoli per il trasporto di persone e merci a benzina Euro 0, i veicoli diesel Euro 0, 1, 2 e 3 e i ciclomotori Euro 0 ed Euro 1 a due tempi. Dal 1° ottobre 2019 il divieto si estenderà ai diesel Euro 4 e ai diesel Euro 0, 1, 2, 3 e 4 con filtro antiparticolato (fap) installato dopo il 31 dicembre 2018. In parallelo il divieto si estenderà alle moto a gasolio Euro 0 e 1. Dal 1° ottobre del 2020 città chiusa ai veicoli a benzina Euro 1 e ai veicoli merci diesel Euro 4 ed Euro 0, 1, 2, 3 e 4 con fap installato dopo il 31 dicembre 2018. Ad ottobre 2022 si passerà ai veicoli a benzina Euro 2 e ai diesel Euro 5. Da ottobre 2025 lo stop alla circolazione colpirà i benzina Euro 3 e i diesel Euro 6, infine da ottobre 2028 saranno fermati i veicoli Euro 4 e le moto Euro 3 a 4 tempi. Limitazioni che nel 2019 colpiranno 402 mila auto tra Milano e hinterland, tra trasporto persone e merci.

Agli estremi del provvedimento si aggiungono ora le previsioni di Amat sull’efficacia di Area B, previsioni rese note ieri dall’assessore alla Mobilità Marco Granelli. Nella relazione dell’Agenzia comunale, comprensiva di grafici e mappe sui confini esatti del divieto, si legge che «mentre per il particolato allo scarico la massima efficacia di riduzione delle emissioni (fino al 25 per cento) è conseguita nei primi anni di applicazione del provvedimento, quando si interviene sui principali emettitori di Pm10 (i mezzi inquinanti nel mirino di Area B, ndr), per quanto riguarda gli ossidi di azoto l’efficacia di riduzione assume un andamento meno marcato e duraturo nel tempo». L’Amat, inoltre, nota che l’applicazione di Area B consentirà di riallineare gli obiettivi fissati dal Piano generale del traffico urbano del 2013, obiettivi che finora non sono state rispettati principalmente per «la profonda crisi del settore automobilistico tra il 2012 e il 2014» che ha impedito un ricambio dei mezzi e la rottamazione di quelli più inquinanti.