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6 mag 2022

Appalti truccati, solo una risponde

Davanti al gip, Massimo Manco, ex funzionario di Cornaredo, e Carmelo Sparacino sono rimasti in silenzio

6 mag 2022
roberta rampini
Cronaca

di Roberta Rampini

Silenzi e prime ammissioni ieri nell’interrogatorio davanti al Gip di Milano Tiziana Gueli nell’ambito dell’inchiesta della guardia di finanza che ha portato all’arresto di 11 persone per un presunto sistema di tangenti e gare truccate per l’affidamento di servizi mensa in scuole e Rsa, di pulizie negli uffici pubblici e trasporti in cinque Comuni lombardi. Hanno scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere Massimo Manco, ex funzionario del settore appalti del Comune di Cornaredo, che avrebbe incassato tangenti in denaro e una lunga lista di regali, tra cui una bici, una macchina, buoni spesa e altri benefit, e Carmelo Sparacino, presunto ufficiale pagatore delle mazzette per l’azienda in cui lavorava la Fabbro Food spa, ma anche per conto di altre aziende. Entrambi, come deciso dal Gip Gueli, sono stati sottoposti alla custodia cautelare in carcere. Ha deciso di rispondere, in parte cercando di difendersi, in parte con ammissioni su alcuni profili, Antonietta Monteleone, commissario della gara d’appalto che avrebbe privilegiato la Fabbro food per un servizio di ristorazione a Flero (Brescia) finita nel mirino dei magistrati e consulente di alcuni Comuni, anche lei in carcere. Si terranno invece nei prossimi giorni gli interrogatori di garanzia delle otto persone ai domiciliari, tra cui William e Massimiliano Fabbro, al vertice dell’omonima impresa che si occupa di servizi di ristorazione, entrambi posti agli arresti domiciliari per ipotesi di corruzione e turbativa d’asta. Intanto, gli uomini delle Fiamme gialle, coordinati dall’aggiunto Maurizio Romanelli e dai pm Giovanni Polizzi e Giovanna Cavalleri, stanno facendo approfondimenti anche su altri appalti, una decina, con vittorie sospette da parte di alcune imprese e che sono stati assegnati anche in altri Comuni lombardi, oltre ai cinque citati nell’ordinanza, Buccinasco, Cornaredo, Mediglia, Ranica (Bergamo) e Flero (Brescia). Undici i contratti di fornitura di cui già si parla negli atti. In una di queste gare risulta indagato per turbativa d’asta anche Ernesto Pellegrini, ex presidente dell’Inter e titolare dell’omonima azienda, attiva nella ristorazione.

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