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11 mag 2022

Appalti truccati, la dietista resta in carcere

Conclusi gli interrogatori degli 11 arrestati, il gip Tiziana Gueli ha respinto la sua istanza per i domiciliari

11 mag 2022
La Guardia di finanza ha iniziato l’indagine un anno fa
La Guardia di finanza ha iniziato l’indagine un anno fa
La Guardia di finanza ha iniziato l’indagine un anno fa
La Guardia di finanza ha iniziato l’indagine un anno fa
La Guardia di finanza ha iniziato l’indagine un anno fa
La Guardia di finanza ha iniziato l’indagine un anno fa

Appalti & mazzette, resta in carcere Antonietta Monteleone, la dietista commissario in alcune gare, accusata di corruzione per alcune aggiudicazioni dei servizi mensa in comuni dell’hinterland e lombardi. Delle tre persone finite in carcere (altre cinque sono ai “domicilari“) era stata l’unica a rispondere alle domande del gip Tiziana Gueli, ad ammettere parte degli illeciti e a chiedere di essere mandata a sua volta agli arresti in casa. Ma il giudice ha respinto l’istanza.

Nel frattempo, il gip Gueli ha completato il primo giro di interrogatori di garanzia degli undici arrestati. Nell’inchiesta sugli appalti “truccati“ alcuni indagati, tra cui il funzionario comunale del comune di Cornaredo Massimo Manco e l’uomo di fiducia della Fabbro Food spa Carmelo Sparacino, hanno scelto il silenzio. Altri, come i titolari della Fabbro Food i fratelli William e Massimiliano Fabbro hanno respinto le accuse dichiarando la propria estraneità ai fatti contestati, Filippo Ricotti consigliere della Chef service srl, ha risposto anche loro alle domande (e Ricotti alla fine ha chiesto anche la revoca della misura cautelare)

L’indagine del Nucleo operativo metropolitano della Gdf, coordinata dai pm Giovanni Polizzi e Giovanna Cavalleri, è nata più o meno un anno fa da un esposto presentato, in fase di separazione, dalla moglie del funzionariodel comune dell’hinterland, che secondo la consorte aveva un tenore di vita decisamente superiore a quello garantito dal suo reddito ufficiale. Dalle indagini su Manco è poi emersa la rete di contatti e amicizie tra dipendenti comunali, consulenti nelle varie commissioni di settore e imprenditori o uomini di fiducia di aziende in teoria concorrenti per i servizi di refezione per scuole, rsa e anche uffici comunali.

Stando all’ipotesi della Procura, il gruppo avrebbe fatto incetta di "regalie" di ogni tipo da parte degli imprenditori che con il loro aiuto vincevano le gare. Centrale, per gli inquirenti, la figura di Sparacino, 62enne ex della Fabbro Food ora in pensione, che da sempre avrebbe agito anche da “collettore“ per altre ditte quando la sua non aveva chance di successo. soggiorni in hotel, biglietti per lo stadio, mobili ma anche bici o auto e persino l’assunzione in ditta di qualche moglie o compagna dei soggetti interessati.

Nel frattempo, gli investigatori della Gdf stanno facendo approfondimenti anche su altri appalti con vittorie sospette, una decina, assegnati in altri comuni lombardi oltre ai cinque citati nell’ordinanza (Cornaredo, Buccinasco, Mediglia, Ranica e Flero). In relazione alla gara vinta a Mediglia risulta indagato per turbativa d’asta anche Ernesto Pellegrini, ex presidente dell’Inter e titolare dell’omonima azienda.

M.Cons.

© Riproduzione riservata

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