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5 mag 2022

Appalti truccati, indagato Pellegrini Nel mirino una gara da 4 milioni

Gli inquirenti vogliono chiarire il ruolo dell’ex presidente dell’Inter nell’aggiudicazione del servizio di refezione scolastica a Mediglia, nell’hinterland, vinto dalla sua azienda. Il suo legale: "Massima serenità"

Ernesto Pellegrini, 81 anni, fondatore di un impero delle mense
Ernesto Pellegrini, 81 anni, fondatore di un impero delle mense
Ernesto Pellegrini, 81 anni, fondatore di un impero delle mense

C’è anche l’ex presidente dell’Inter Ernesto Pellegrini tra gli indagati per l’inchiesta su appalti e mazzette in alcuni comuni lombardi. Titolare dell’azienda che porta il suo nome, attiva nel campo della ristorazione, Pellegrini, 81 anni, è accusato di turbativa d’asta (è stato anche perquisito) in relazione ad una gara da 4 milioni vinta dalla sua impresa a Mediglia. In particolare, agli atti dell’inchiesta c’è una telefonata intercettata, in cui l’imprenditore ringrazia il sindaco ancor prima di aver vinto l’appalto.

La gara era quella per i servizi di ristorazione scolastica del comune di Mediglia, che sarebbe stata truccata tra il giugno e l’agosto dello scorso anno. Carmelo Sparacino, un altro imprenditore ritenuto dagli inquirenti il “burattinaio“ della rete di affari e favori emersi dall’inchiesta -che martedì ha portato 11 persone agli arresti - si sarebbe mosso affinché la gara venisse vinta dalla sua Fabbro Food, che però venne sconfitta proprio da Pellegrini spa. Per i magistrati le motivazioni "per cui il progetto degli indagati" non andò in portò, stando alle valutazioni espresse al telefono (intercettato) da Sparacino, sono da individuare nel fatto che l’allora sindaco di Mediglia Paolo Bianchi, indagato anche lui e ora vicesindaco, avesse "preferito il concorrente Pellegrini" in ragione "di più ampie utilità che tale impresa", dove pure Sparacino aveva lavorato in passato prima di essere licenziato, avrebbe "assicurato al primo cittadino".

La telefonata di ringraziamento tra Pellegrini e Bianchi sarebbe un indizio in tal senso. I pm spiegano che comunque su questo fronte è necessario approfondire le indagini. Sempre Sparacino, al telefono, sospetta che Bianchi "abbia fatto il doppio gioco, in realtà favorendo" la Pellegrini. E le telefonate tra il titolare dell’impresa e l’allora sindaco, scrivono gli inquirenti, "denotano familiarità sospetta", tanto che Pellegrini, per i pm, avrebbe saputo dell’aggiudicazione della gara "ancora prima della conclusione delle operazioni di valutazione dell’offerta". In un’altra telefonata Sparacino sosteneva che una figura operativa della Pellegrini in passato avrebbe consegnato "buste" di denaro "con la frequenza del “postino“".

"Massima serenità" esprime in due parole l’avvocato Massimo Dinoia, che difende l’ex presidente dell’Inter. "Siamo fiduciosi che la magistratura chiarirà che i fatti e le illazioni, rispetto ai quali siamo estranei e parte lesa, riguardano persone che non solo non sono nostri dipendenti ma non hanno qualsivoglia altro rapporto con la Pellegrini", si legge in una nota del Gruppo. "Apprendiamo con stupore quanto riportato dagli organi di stampa. La Pellegrini, operativa dal 1965, fonda il suo successo da sempre su valori quali l’onestà, la trasparenza e la legalità".

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