Pietro Tatarella, Roberto D’Alfonso e Fabio Altitonante dopo un pranzo
Pietro Tatarella, Roberto D’Alfonso e Fabio Altitonante dopo un pranzo

Milano, 20 maggio 2019 - Nell'inchiesta che ha alzato il velo su un sistema di corruzione, con appalti pilotati in Lombardia e anche fuori dalla regione, spunta il nome di Alessandro Altana, consigliere comunale di Forza Italia a Olbia e il suo «interessamento», andato però a vuoto, «per fare ottenere uno slittamento della data di scadenza» di un bando indetto nel settore idrico dal Comune sardo per «agevolare» l’imprenditore Daniele D’Alfonso e Luigi Patimo, manager in Italia del gruppo Acciona Agua, entrambi interessati alla gara. I due sono tra gli arrestati, uno in carcere e l’altro ai domiciliari, nell’operazione dello scorso 7 maggio. Altana, come si legge in una informativa dei carabinieri di Monza e depositata agli atti dell’indagine della Procura di Milano, è «intimo amico» di Pietro Tatarella, il vice coordinatore lombardo azzurro candidato alle Europee ora in carcere. Dalle intercettazioni, poi, «appare collegato a forze politiche e cordate di imprenditori - si legge nel rapporto - tra i quali figura indubbiamente D’Alfonso» il quale a sua volta «sarebbe strettamente legato» alla famiglia calabrese Molluso. 

D’Alfonso, con la sua Ecol Service, ha una sede operativa anche ad Olbia, e ha da tempo rapporti di lavoro con Acciona Agua Group, multinazionale spagnola che gestiva il servizio idrico nella città sarda per conto della municipalizzata Abanoa. Dalle intercettazioni ambientali che risalgono a gennaio e febbraio 2018, da un lato si evince che Altana, anche lui imprenditore, e D’Alfonso stanno per partire per l’Algeria, «per tentare di aggiudicarsi un importante lavoro di bonifica in un ex sito militare (...) stimato in oltre un miliardo di euro» e che «saranno appoggiati da un gruppo di potere» e «sono agganciati ai vertici».

Dall’altro emerge la vicenda della gara d’appalto bandita dal Comune di Olbia per la «Realizzazione della rete di smaltimento acque meteoriche nel centro urbano», gara che scadeva il 5 febbraio dell’anno scorso e per un importo di oltre un milione, e in merito alla quale sarebbe andato a parlare con il dirigente del settore che «gestisce» la procedura. Tre giorni prima, come si legge nella relazione dei carabinieri, Altana, dopo essersi informato con D’Alfonso sul giorno della scadenza del bando, gli dice «sto andando a parlare con il dirigente» aggiungendo di «dover parlare con una seconda persona perché i tempi non sono dettati da loro ma dalla Regione e in ogni caso», avverte l’imprenditore di portare l’incartamento per partecipare al bando «entro i termini, salvo proroghe che gli comunicherà lui». Alla fine il tentativo di far ottenere lo slittamento della data di scadenza non è andato in porto.