Avrebbe un nome e un volto l'assassino di Pierantonio Secondi, l'anziano di 82 anni ucciso ieri sera nel suo appartamento al settimo piano di un condominio di via Giulio Romano, in zona Porta Romana. I carabinieri hanno rintracciato l'uomo all'interno di una farmacia di Melegnano in cui lavora. Il presunto omicida è stato poi posto sotto interrogatorio dal pubblico ministero Elio Ramondini. L'efferato delitto è stato scoperto nella serata di ieri, lunedì 6 dicembre, poco dopo le 21 dalle forze dell'ordine che erano state allertate dai vicini di casa. Alcuni di loro, infatti, erano stati messi in allarme dai rumori sospetti e anche dalla presenza di fumo. Che, si è scoperto dopo, sarebbe derivato dall'utilizzo della motosega sull'acciaio della porta dell'appartamento. L'assassino, infatti, avrebbe utilizzato una motosega - l'arnese è stato poi trovato sul pavimento dell'appartamento dagli investigatori insieme a due coltelli da cucina, tutti e tre gli strumenti sarebbero stati usati anche per colpire a morte l'anziano - per forare la porta dell'appartamento ed entrare in casa. Una volta trovatosi davanti l'82enne, il killer lo avrebbe poi assalito colpendolo a morte. La farmacia di Melegnano dove è avvenuto l'arresto

L'uomo rintracciato in farmacia è l'ex convivente, un 35enne romeno, di Pierantonio Secondi. Il giovane era stato raggiunto a ottobre da divieto di avvicinamento nei confronti dell'anziano dopo che lo aveva aveva rapinato e percosso - Secondi aveva riportato 21 giorni di prognosi - e proprio in questi giorni il divieto era stato esteso anche alla famiglia dell'anziano: il 35enne non poteva avvicinarsi neppure ai parenti di Secondi. Prima di salire nell'appartamento al settimo piano, il 35enne aveva lasciato nella portineria del palazzo alcune mail nelle quali aveva ripercorso i momenti principali della storia d'amore che lo aveva legato proprio all'anziano e annunciava che lo avrebbe ucciso.

Da quanto è emerso dall'interrogatorio di questa mattina, il 35enne aveva con sè un trolley con all'interno un'accetta. Il movente a questo punto potrebbe essere quello della vendetta, visto che l'uomo avrebbe anche cercato di bruciare un tappeto all'interno dell'appartamento per cancellare ogni possibile traccia. Tutto l'assalto, stando alle immagini delle telecamere di videosorveglianza, sarebbe durato circa 9 minuti. Il presunto omicida ha lasciato nell'appartamento della vittima un giubbotto con li suo cellulare e ha probabilmente vagato tutta notte prima di essere rintracciato nei pressi di una farmacia di Melegnano in cui lavorava come magazziniere. Proprio a Melegnano l'uomo viveva da separato in casa con la moglie e un figlio.