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23 mar 2022

Antica dimora salvata dalla demolizione

Presentata da privati una proposta di “Ristrutturazione con demolizione e ricostruzione fuori sagoma“, bocciata dalla Commissione Paesaggio
Presentata da privati una proposta di “Ristrutturazione con demolizione e ricostruzione fuori sagoma“, bocciata dalla Commissione Paesaggio
Presentata da privati una proposta di “Ristrutturazione con demolizione e ricostruzione fuori sagoma“, bocciata dalla Commissione Paesaggio

Basta la vista del portone quattrocentesco a far capire di trovarsi di fronte a un palazzo speciale. Un gioiello del quartiere Bruzzano, alla periferia nord della città, in vicolo Diomede Pantaleoni 4. Un edificio che è un’antica dimora e di cui si è discusso di recente nella Commissione per il Paesaggio del Comune di Milano, l’organo tecnico–consultivo dell’Amministrazione chiamato a esprimersi in merito alle autorizzazioni paesaggistiche. La proposta presentata da privati, in questo caso, era di “Ristrutturazione con demolizione e ricostruzione fuori sagoma“ della palazzina. Un progetto che prevedeva l’abbattimento di parte della struttura, con realizzazione di un nuovo fabbricato. Ma la commissione si è pronunciata per il "no".

Parere contrario motivato dal fatto che "ritiene l’intervento non ammissibile in quanto non introduce un miglioramento nella qualità architettonica rispetto all’edificio esistente, che presenta caratteristiche di valore storico-testimoniale, e non risolve adeguatamente il raccordo con gli edifici retrostanti". D’accordo il rappresentante del Municipio 9, che ha partecipato come da prassi alla commissione, unico “referente politico“ tra gli architetti. È Marco Salamon, presidente della commissione Ambiente del Municipio 9: "Questo luogo è da tutelare – sottolinea –. Ho fatto delle ricerche: è quel che resta dell’antica Villa Benzone, una dimora quattrocentesca con finestre archiacute e un portale conservatosi fino a oggi. Innestato sul vecchio edificio un corpo settecentesco. La corte è separata, da quello che era un tempo il parco, da una recinzione barocca parte in pietra lavorata e parte in ferro battuto. Si può ipotizzare che i proprietari quattrocenteschi fossero i Taverna, fondatori e signori di Bruzzano".

M.V.

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