Milano, 16 febbraio 2019 - Milano ricorda Pierluigi Torregiani. "Solitamente per noi famiglia il 16 febbraio è il giorno del silenzio, ma oggi è un giorno di sollievo, in cui possiamo dire ai nostri cari riposate in pace", ha detto Alberto Torregiani in un breve intervento durante la cerimonia per i 40 anni dall'omicidio di suo padre, omicidio per cui è fra i condannati - come progettista dell'attentato - Cesare Battisti, catturato in Bolivia il mese scorso.

Un arresto per cui il vicesindaco di Milano Anna Scavuzzo ha voluto pubblicamente ringraziare la questura. Alla commemorazione di Torregiani, ucciso in una sparatoria in cui rimase paralizzato anche il figlio, seguiranno quelle di altre vittime di Battisti e dei Pac: il 18 febbraio a S. Maria di Sala (Venezia) toccherà a Lino Sabbadin, mentre è fissata per il 22 aprile a Sant'Andrea Apostolo dello Ionio (Catanzaro) una messa per Andrea Campagna, agente di polizia ucciso a Milano per sua mano.

"Per fortuna Battisti ora è in carcere - ha osservato il fratello di Campagna, Maurizio -. Finalmente la giustizia ha fatto il suo corso e finalmente noi famigliari abbiamo avuto giustizia". Alla commemorazione hanno partecipato fra gli altri l'ex ministro Ignazio La Russa (FdI), il deputato Emanuele Fiano (Pd) e l'europarlamentare Lara Comi (Fi). "Oggi Milano tutta si ferma a ricordare la vittima di un assassinio ignobile» ha sottolineato Scavuzzo sottolineando che «troppe furono le connivenze e i silenzi". Adesso "bisogna far in modo - ha concluso Alberto Torregiani, sotto la targa di dedica dei giardini al padre - che i giovani non solo vedano la lapide ma vengano a sapere perché c'è questo giardino e soprattutto che la violenza e le armi non sono un modo di portare avanti le proprie idee".