Michela Vittoria Brambilla a Milano
Michela Vittoria Brambilla a Milano

Milano, 18 marzo 2019 - «Gli animali sono esseri senzienti, non oggetti. Se a molti sembrerà ovvio, per la politica e per il diritto non lo è. I nostri animali sono ancora considerati ‘res’, cose». Così Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega italiana per la difesa degli animali e dell’ambiente e del Movimento animalista, chiede con forza che vengano inseriti e tutelati dalla Costituzione, per avere un effetto domino anche su Codice civile e penale. Lo chiede da Milano, in occasione della manifestazione ‘Gli animali non sono oggetti, ma i nostri affetti’, con in braccio un cagnolino: «Ditemi voi se vi sembra un oggetto». Parte dai numeri: «Ogni giorni ci sono maltrattamenti di animali, il rapporto 2017 ne dava 750 casi gravi, sono quelli saliti agli onori delle cronache. Ma per 750 casi eclatanti ci sono un numero infinito di violenze domestiche a porte chiuse».

Brambilla ha già depositato una proposta di legge perché «nell’articolo 9 si tutela il paesaggio e il patrimonio storico ed artistico della Nazione», ma si devono inserire anche «gli ecosistemi e tutte le specie animali». Scatta la petizione, nelle piazze e online. «Si litiga su tutto, non si può essere d’accordo almeno sui migliori amici dell’uomo?», pungola la politica e il governo giallo-verde, accusato di «lassismo» sul tema, «nonostante la buona volontà del ministro dell’Ambiente», anche per lo scioglimento de corpo forestale dello Stato, delle polizie provinciali specializzate nella vigilanza venatoria e ricordando «la guerra in atto contro gli animali selvatici».

Annuncia poi le sfide dai banchi dell’opposizione e le conquiste: «È stato incardinato in Commissione giustizia l’esame della mia proposta di legge sull’inserimento degli animali nello stato di famiglia», scoppia l’applauso degli animalisti. «Potremo dire che è un componente della nostra famiglia, con tutto quello che ne conseguirà». L’ex ministro del Turismo ritorna sui prossimi obiettivi: pretendere un welfare che si occupi anche di loro e una rimodulazione dell’aliquota Iva, su mangimi, alimenti animali, spese veterinarie. «Se si inserisce la modifica nella Carta – sottolinea –, Codice civile e penale dovranno adeguarsi: anche nel caso di separazione tra coniugi, l’affido degli animali va gestito come quello dei figli»