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21 apr 2022

Amministratore condannato "Profittava di mio padre"

Incaricato dal giudice tutelare per essere di sostegno a un anziano imprenditore faceva spese ingiustificate a favore proprio e di altri membri della famiglia

stefania totaro
Cronaca
Il Tribunale di Monza ha condannato l’imputato a 3 anni e mezzo di reclusione
Il Tribunale di Monza ha condannato l’imputato a 3 anni e mezzo di reclusione
Il Tribunale di Monza ha condannato l’imputato a 3 anni e mezzo di reclusione

di Stefania Totaro

Dalla nomina, da parte del giudice tutelare del Tribunale di Monza, ad amministratore di sostegno di un anziano imprenditore, alla condanna per peculato e abuso in atti di ufficio con l’accusa di aver sperperato il patrimonio della persona che doveva salvaguardare. Il Tribunale di Monza ha inflitto 3 anni e mezzo di reclusione a un geometra 70enne in pensione di Solaro, G.M., condannato anche al risarcimento dei danni alla parte civile, M.S., 59enne di Solaro, uno dei figli della presunta vittima che nel 2016 ha presentato un esposto nei confronti dell’allora amministratore di sostegno del padre, poi deceduto nel 2017. "Mio padre prendeva la pensione ma era anche amministratore unico di una società immobiliare - ha raccontato in aula - Coi miei fratelli e mia madre abbiamo deciso di far nominare un amministratore di sostegno perché aveva problemi di salute e abbiamo scelto G.M. perché già mio padre lo conosceva avendolo chiamato in passato per sistemare delle carte". La nomina avviene nel marzo 2016. "Il giudice tutelare aveva imposto un limite di spesa mensile pari all’importo della pensione e la necessità di un’autorizzazione per gestire la società - ha dichiarato il figlio -. Ma poi mi sono accorto di movimenti che non corrispondevano al decreto.

Era stato aperto un secondo conto corrente, la gestione della contabilità era stata data alla società di un mio fratello che si occupa di tutt’altro e dove G.M. risultava consigliere. Volevano fare dimettere mio padre dalla carica di amministratore della società, per cui risultavano spese per 360mila euro. Inoltre c’erano spese mensili per 8mila euro, alcune non riconducibili a mio padre, come l’acquisto di un’auto intestata a un mio fratello e parecchi prelevamenti mensili per pagare le ripetizioni ai suoi figli, fatte dalla figlia di G.M. e ancora per la donna che stirava per la moglie di mio fratello e per la badante di mio padre per le pulizie condominiali. Infine l’amministratore di sostegno si stipendiava con 2.500 euro mensili e ho poi anche scoperto che per la casa al mare in Liguria per cui doveva pagare le spese condominiali risultava un ammanco di 9mila euro". Alla fine del 2016 M.S. ha chiesto al giudice tutelare di nominare un altro amministratore di sostegno, una commercialista che al processo ha confermato la presenza di uscite non giustificate a favore di altri componenti della famiglia dell’anziano.

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