Milano, 26 maggio 2015  - Nuova udienza del processo a carico di Alex Boettcher e Martina Levato, la coppia accusata di aggressioni con l'acido a Milano. Il pubblico ministero Marcello Musso ha chiesto 15 anni di reclusione per i due giovani, imputati con l'accusa di lesioni gravissime con le aggravanti della premeditazione, dei motivi abietti e futili e della crudeltà per l'aggressione con l'acido del 28 dicembre a Pietro Barbini.  La quantificazione della pena comprende già lo sconto di un terzo previsto dal rito abbreviato scelto dai due imputati.  Il pm, nel chiedere una condanna a 15 anni per entrambi gli imputati, ha spiegato che alla coppia non devono essere concesse le attenuanti generiche. Il broker Boettcher e la bocconiana Levato sono accusati di lesioni gravissime aggravate dalla crudeltà, dalla premeditazione e dai motivi abietti e futili. Stando alla ricostruzione dell'accusa, quella sera del 28 dicembre scorso, Martina avrebbe lanciato l' acido contro il volto di Barbini (la ragazza ha confessato), mentre Alexander lo avrebbe inseguito cercando di colpirlo con un martello. Il broker si è sempre avvalso della facoltà di non rispondere. I due giovani, tra l'altro, sono imputati anche nel processo con rito immediato, fissato per il prossimo 6 luglio, per una serie di altre aggressioni con l' acido, assieme al presunto complice Andrea Magnani. La difesa di Boettcher ha già preannunciato che non chiederà il rito abbreviato in questo procedimento, mentre le altre due stanno ancora facendo valutazioni.  La coppia è poi accusata di aver messo a segno altri due aggressioni simili insieme al complice Andrea Magnani: il 2 novembre, quando rimase sfregiato il 25enne Stefano Savi, e il 15 novembre, quando la vittima, il fotografo 25enne Giuliano Carparelli, riuscì a ripararsi con un ombrello dal liquido corrosivo che gli era stato scagliato addosso. Il processo che riguarda questi due ultime aggresssioni partirà a luglio sempre a Milano.

LEGALE VITTIMA: "COPPIA RISARCISA 2,8 MILIONI DI EURO" - Dopo la discussione del pm, la parola è passata all'avvocato Paolo Tosoni, legale di una delle vittime dell'aggressione, Pietro Barbini, parte civile, che ha chiesto un risarcimento da 2,8 milioni di euro a carico di Alexander Boettcher e Martina Levato, imputati per quell'aggressione. Il difensore di parte civile, inoltre, ha chiesto, sempre a carico dei due giovani, una provvisionale di risarcimento immediatamente esecutiva di 1,2 milioni di euro per i danni fisici riportati dal ragazzo che ha già subito 14 interventi chirurgici al volto e altri ne dovrà subire.

Prima di questa richiesta, l'avvocato Tosoni ha commentato la richiesta del pm:  "Io ho sempre detto che aspettavo una richiesta di non meno di quindici anni. La richiesta mi pare adeguata alla gravità dei fatti, perché nei confronti del mio assistito è stato commesso un atto devastante dal punto di vista umano, personale e per il futuro. Certo si tratta di una richiesta al limite: ribadisco che con la graduazione delle aggravanti contestate si poteva arrivare a una pena maggiore".  Il legale ha spiegato che il pm "è partito da una pena base di 12 anni, aumentati per le aggravanti a 22 e qualche mese e poi diminuiti di un terzo per il rito abbreviato". Tosoni ha poi sottolineato come Musso abbia "messo sullo stesso piano" Boettcher e Levato, quando prima riteneva che la ragazza avesse manipolato l'amante: "Mi ha colpito l'aver messo esattamente sullo stesso piano due imputati, evidenziando forse una certa predominanza di Boettcher su un atteggiamento un po' passivo della Levato. È stato coerente con le conclusioni della perizia che ha evidenziato la capacità di intendere e volere di entrambi sia al momento del fatto, sia in tutta l'attività preparatoria, sia dal punto di vista della capacità di stare in giudizio. I periti, infatti, hanno parlato di una complementarietà di due personalità diverse, cosa che ha ritenuto anche pm che ha chiesto pene uguali". Secondo Tosoni, infine, Musso "ha fatto una ricostruzione molto oggettiva dei fatti anche basandosi sugli atti giudiziari, ovvero le ordinanze di arresto e il riesame, dando un po' per scontato il castello probatorio. Si tratta di prove molto coerenti tra loro, molto forti".

 

LEGALE MARTINA LEVATO - "Abbiamo sentito il pm, adesso sentiamo la parte civile, poi noi faremo la nostra valutazione, perché oltre all'ammissione fatta da Levato in sede di convalida dell'arresto, bisogna valutare la perizia e anche le considerazioni delle nostre consulenze sulla sua capacità di intendere e di volere". Così l'avvocato Daniele Barelli, difensore di Martina Levato, ha commentato la richiesta di condanna a 15 anni di reclusione formulata dal pm Marcello Musso per l'aggressione con l' acido a Pietro Barbini.

 

DISCUSSA LA PERIZIA PSICHIATRICA - Questa mattina, prima dell'intervento del pm Marcello Musso,  è stata discussa la perizia psichiatrica, depositata lo scorso 18 maggio e nella quale è emerso che i due ragazzi "erano capaci di intendere e di volere".  La perizia era stata disposta nell'ambito del processo per direttissa dal giudice Anna Introini che aveva affidato l'incarico alle due psichiatre Maria Verga ed Erika Poli. I giudici della nona sezione penale avevano chiesto ai periti nel febbraio scorso di valutare la capacità di intendere e di volere dei due al momento del fatto e la loro pericolosità sociale. A richiederla ai giudici della nona sezione penale del Tribunale di Milano, presieduti da Anna Introini, erano state le difese con l'opposizione del pm Marcello Musso. Dopo l'audizione dei medici che hanno svolto la perizia, è cominciata la discussione del pubblico ministero Marcello Musso, al termine della quale l'accusa chiederà le pene ai giudici della nona sezione penale.

Prima dell'avvio della requisitoria, il collegio ha accolto la richiesta del pm di acquisire l'ordinanza di custodia cautelare emessa sal gip Giuseppe Gennari nell'ambito di un secondo fascicolo in cui Boettcher, Levato e il presunto complice Andrea Magnani sono accusati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di altre aggressioni con l'acido ai danni di Stefano Stavi e Giuliano Carparelli e in cui Levato risponde inoltre di aver tentato di evirare un ragazzo con cui aveva avuto una relazione, Antonio Margarito, e di averlo successivamente calunniato, denunciando di aver subito un tentativo di violenza sessuale. I difensori di quest'ultimo stanno facendo svolgere una consulenza medica, per stabilire se il loro assistito abbia rischiato la vita, perché Levato, nel colpirlo lo scorso maggio con un coltello a una coscia, avrebbe potuto recidergli l'arteria femorale. A loro avviso in questo episodio potrebbe essere coinvolto lo stesso Boettcher, il quale però non si è visto contestare in merito alcuna imputazione, perché il broker comparso sul luogo del delitto subito dopo i fatti, avrebbe mentito agli inquirenti nell'imminenza dei fatti, sostenendo che Levato aveva riportato due ematomi sul volto che non sono stati repertati durante gli accertamenti medici.

I giudici hanno, invece, rigettato la richiesta di Musso di acquisire in questo procedimento l'esito del sopralluogo svolto nell'ambito del secondo procedimento alla ricerca di un martello che Magnani avrebbe detto di aver tentato di bruciare con Levato fuori Milano dopo l'aggressione a Barbini. Il martello non era stato trovato, ma un contadino aveva dichiarato di averlo visto. L'udienza, poi, si dovrebbe interrompere perché non è previsto l'intervento di Daniele Barelli, legale di Martina Levato.

 

MAMMA DI ALEXANDER: "RISPETTO PER IL BAMBINO CHE NASCERA'" (VIDEO) -  "Io ho sempre dimostrato il massimo rispetto per voi e per il vostro lavoro. Fra qualche mese nascerà un bambino che come ogni bambino è sacro e senza colpa. Vi chiedo rispetto. Vi prego, quando nascerà, di essere sensibili". È l'appello lanciato da Patrizia Ravasi, la mamma di Alexander Boettcher, a margine del procedimento con rito abbreviato il cui il broker  è imputato con l'amante Martina Levato, da cui aspetta un bambino, dell'aggressione con l'acido a Pietro Barbini, avvenuta lo scorso 28 dicembre.

ha collaborato Marinella Rossi