Martina Levato e Alex Boettcher
Martina Levato e Alex Boettcher

Milano, 18 maggio 2015  - "Erano pienamente capaci di intendere e di volere". È quanto emerge dalla perizia depositata nel processo a carico della coppia dell'acido, Alexander Boettcher e Martina Levato e che fa riferimento all'aggressione con l'acido ai danni del 22enne Pietro Barbini, avvenuta a Milano lo scorso dicembre. La perizia era stata disposta nell'ambito del processo per direttissa dal giudice Anna Introini che aveva affidato l'incarico alle due psichiatre Maria Verga ed Erika Poli. I giudici della nona sezione penale avevano chiesto ai periti nel febbraio scorso di valutare la capacita' di intendere e di volere dei due al momento del fatto e la loro pericolosita' sociale. A richiederla ai giudici della nona sezione penale del Tribunale di Milano, presieduti da Anna Introini, erano state le difese con l'opposizione del pm Marcello Musso.

Nella perizia di una sessantina di pagine che stabilisce la loro capacità di intendere e di volere e di 'stare' nel processo, Alexander Boettcher e Martina Levato vengono raffigurati come una "coppia che si integra in modo simmetrico e armonico" in relazione al "piano criminale" portato avanti dai presunti autori di diverse aggressioni con l'acido a Milano. Entrambi, annotano i periti che li hanno visitati in carcere, presentano "tratti manipolativi ed egocentrici". Nessuno dei due manifesta un "ruolo dominante", ma agiscono su un "piano paritario", ognuno con caratteristiche proprie. I due avrebbe agito assecondando le proprie caratteristiche. Da una parte, c'era Boettcher con i suoi tratti di "sadismo", ossessività e tendenza al controllo e al potere. E lui, secondo la relazione, avrebbe avuto il ruolo di organizzatore dei programmi criminali. Dall'altra, invece, la bocconiana Levato, che ha una personalità con tratti "borderline", avrebbe soddisfatto il suo bisogno di stare al fianco di una figura che le garantiva "riscatto" sociale, una sessualità libera e forte e un ambiente di successo. E lei, dal canto suo, secondo gli psichiatri, si sarebbe accollata il compito di agire e, quindi, di lanciare l'acido contro Barbini. I periti non si sono pronunciati sulla pericolosità  sociale dei due ritenendo che questa vada valutata dai giudici dal momento che sono capaci di intendere e di volere. 

 

GIUDIZIO IMMEDIATO - Giudizio con rito immediato (in questo modo si salta la fase dell'udienza preliminare) a carico del broker Alexander Boettcher, della bocconiana Martina Levato e del presunto complice, il bancario Andrea Magnani, accusati di associazione per delinquere per una serie di aggressioni con l'acido nel capoluogo lombardo. E' questa la richiesta inoltrata dal pm Marcello Musso al gip Giuseppe Gennari. La 'coppia dell'acido', in carcere dallo scorso 28 dicembre per aver sfigurato con l'acido il 22enne Pietro Barbini e già a processo con rito abbreviato per questo episodio, aveva ricevuto il 18 aprile a San Vittore, assieme al presunto complice Magnani, una nuova ordinanza di custodia cautelare. E con un'accusa pesantissima, l'associazione per delinquere,  per una serie di altre aggressioni venute a galla nel corso dell'indagine: quella  ai danni del 25enne Stefano Savi, sfregiato per uno scambio di persona, e quella nei confronti di Giuliano Carparellii.  Il gip ora dovrà decidere se mandare a processo i tre con rito immediato e, intanto, nel processo per il caso Barbini è atteso il deposito delle perizie psichiatriche sulla coppia.