Alexander Boettcher rientra in aula dopo la pausa del processo
Alexander Boettcher rientra in aula dopo la pausa del processo

Milano, 22 gennaio 2016 -  "Mi dichiaro innocente, penso di avere responsabilità nel rapporto di coppia, ma sono distante anni luce dai reati che sono stati commessi e dai quali mi dissocio". Lo ha detto Alexander Boettcher rispondendo per la
prima volta in aula alle domande del pm da quando è stato arrestato nel dicembre 2014.  In particolare, ha negato di avere inseguito la vittima per colpirla con una mazzetta. "Non ho mai toccato quel martello - ha affermato rispondendo alle domande del pm Marcello Musso - Era li' per terra, ma non l'ho mai preso". "Sono arrivato in via Carcano con la mia macchina e aspettavo Martina (Martina Levato, ndr), ho sentito una voce femminile urlare, ho visto un ragazzo che correva senza maglietta, l'ho rincorso e poi lui mi ha atterrato con una mossa d'arte marziale". Poi, ha proseguito: "Sono arrivati il padre di Barbini e una terza persona, mai piu' vista, con una mazzetta in mano che mi ha colpito a una spalla". A causa di questi colpi, ha riferito il broker, "mi dovro' sottoporre a un piccolo intervento". 

Mentre Alexander Boettcher negava ogni responsabilità nel suo interrogatorio in aula, dicendo di non aver "mai avuto a che fare con l'acido" e di non aver mai "incitato" Martina Levato a colpire Pietro Barbini, il padre di quest'ultimo dallo spazio riservato al pubblico si è lasciato andare dicendo poche parole rivolte all'imputato: "Io ti ho visto con i miei occhi quel giorno lì". Rispondendo alle domande del pm, Boettcher accusato di associazione per delinquere ha continuato a ribadire di non essere "Mai stato una persona violenta, non ho mai fatto male agli altri e se ero arrabbiato con Martina per i suoi tradimenti, ero arrabbiato solo con lei e non con i suoi ex fidanzati". Il broker ha anche sostenuto a più riprese che il presunto complice Andrea Magnani, che ha collaborato con gli inquirenti nella ricostruzione dell'aggressione ai danni di Stefano Savi, "ha detto solo bugie". Per Boettcher il caso Savi "non può essere stato un scambio di persona".

IL PADRE DI MAGNANI NON RISPONDE - Ha scelto di non testimoniare Giorgio Magnani, il papà di Andrea condannato a 9 anni e 4 mesi per le aggressioni all' acido, compiute assieme a Martina Levato e Alexander Boettcher. L'uomo era stato chiamato dalla difesa del broker di origine tedesca, ma ha preferito avvalersi della facoltà prevista per i "prossimi congiunti" degli imputati. Il processo proseguirà nel pomeriggio con l'esame di Boettcher.

MEDICI: "SAVI CIECO E PUO' PEGGIORARE" - Stefano Savi, sfigurato il 2 novembre 2014 con l'acido, "è cieco dall'occhio sinistro e da quello destro ci vede poco, anche se ha recuperato 5 decimi". Inoltre, le sue condizioni "possono ancora peggiorare". Ad affermarlo nell'Aula del processo a carico di Alexander Boettcher, è Lavinia Mastroluca, consulente di parte civile per Savi. "Non siamo in grado di prevedere l'evoluzione della situazione - ha aggiunto la professionista - ci sono pochi margini di miglioramento e anche possibilita' di peggioramento, dovuti a vari fattori come l'effetto tossicologico delle anestesie". Savi è già stato sottoposto a numerosi interventi per ridurre i danni provocati dall'acido. Le lesioni, ha aggiunto la consulente, "non gli permettono di avere una vita tranquilla e serena". Presente anche Lucia Annibali, l'avvocatessa marchigiana che nel 2013 è stata vittima di un agguato con l'acido. La donna si è seduta nello spazio riservato al pubblico a fianco del padre di Stefano Savi. Lucia Annibali da tempo sta  dimostrando la sua vicinanza a Stefano Savi a alla sua famiglia ed anche a Pietro Barbini.