Ha chiesto il processo con il rito abbreviato l’ex carabiniere che ha collezionato una lunga serie di accuse che vanno dallo spaccio di sostanze stupefacenti alla truffa, dal favoreggiamento dell’immigrazione al falso ideologico, fino al peculato commesso da pubblico ufficiale. L’allora appuntato dell’Arma, 43 anni, residente a Cinisello Balsamo e in servizio alla Compagnia di Sesto San Giovanni, era stato arrestato nel 2017 ed ora è agli arresti domiciliari....

Ha chiesto il processo con il rito abbreviato l’ex carabiniere che ha collezionato una lunga serie di accuse che vanno dallo spaccio di sostanze stupefacenti alla truffa, dal favoreggiamento dell’immigrazione al falso ideologico, fino al peculato commesso da pubblico ufficiale. L’allora appuntato dell’Arma, 43 anni, residente a Cinisello Balsamo e in servizio alla Compagnia di Sesto San Giovanni, era stato arrestato nel 2017 ed ora è agli arresti domiciliari. Con lui sono imputati a vario titolo, nell’udienza preliminare iniziata ieri davanti alla gup del Tribunale di Monza Cristina Di Censo, altre 16 persone. Come la convivente dell’appuntato, una donna tunisina di 36 anni, a cui aveva comprato un bar a Cinisello Balsamo. Secondo l’accusa, grazie ai proventi dello spaccio di sostanze stupefacenti, di cui è anche assuntore abituale. L’inchiesta parte quando una fonte confidenziale avverte i carabinieri che dal cassetto di un ufficio dell’Arma a Sesto è stata sottratta una carta d’identità, l’aveva smarrita un privato cittadino e doveva essere restituita al legittimo proprietario.

A sottrarre quel documento sarebbe stato proprio l’appuntato infedele per una presunta truffa: attraverso una società finanziaria si compra una macchina, ne finge il furto per incassare il premio dell’assicurazione e invece la rivende poi all’estero. Gli inquirenti scoprono poi che il militare è anche un informatore e complice di spacciatori tunisini, che avverte - dietro pagamento, anche di prestazioni sessuali - sui movimenti dei colleghi attingendo anche alla banca dati delle Forze dell’ordine. C’è poi l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina: a Lampedusa sbarcano due tunisini, dicono di essere parenti della compagna del carabiniere. E l’appuntato, in cambio della promessa di 600 euro, si sarebbe attivato redigendo false denunce di smarrimento dei documenti a nome di due inesistenti cittadini romeni per aiutarli a raggiungere la Francia. Obiettivo sventato dai carabinieri. Il 14 ottobre 2017 l’appuntato viene arrestato in tangenziale ad Assago mentre trasporta 530 grammi di eroina. Ora l’ex militare chiede il processo abbreviato, che prevede uno sconto di pena in caso di condanna (questo rito alternativo e il patteggiamento sono stati scelti da quasi tutti gli imputati). Si torna in aula il 12 giugno.