Al giardino pensano le “sentinelle“

Il Centro socio-educativo di Pioltello adotta il Parco del Satellite, coinvolgendo 25 utenti speciali nella pulizia e manutenzione. L'iniziativa mira a promuovere l'inclusione e l'autonomia, sfatando gli stereotipi sui disabili. Il Comune prevede di aumentare la frequenza delle attività e di coinvolgere la comunità.

Al giardino pensano le “sentinelle“

Al giardino pensano le “sentinelle“

Dopo “Farmacista per un giorno”, il Centro socio-educativo adotta il Parco del Satellite. Guanti e ramazza, "la lezione di inclusione passa da qui". I 25 utenti speciali diventano sentinelle verdi del Giardino Genesio Fumagalli, a Pioltello. Un nuovo appuntamento con la comunità per giovani e meno giovani già protagonisti dietro al bancone a vendere medicinali di un’altra esperienza formativa. "Sono cittadini che si prendono cura stabilmente di un pezzo di città, non parliamo più di iniziative per disabili - dice Mirko Dichio, assessore ai Servizi sociali -. È davvero riduttivo. Serve un cambio di mentalità". È all’insegna di questa filosofia che hanno preso il via le operazioni di pulizia e di riordino di vialetti e sentieri fra l’entusiasmo generale. Piccoli gesti che diventano grandi segnali di autonomia. Questo è l’obiettivo del piano di aperture messo a punto dal Comune in sintonia con il gestore, la cooperativa Graffiti, che accompagna il percorso passo dopo passo. "Il parco inclusivo è un’altra tappa del cammino", sottolinea Dichio. Un nuovo salto in avanti per il Centro che punta su progetti personalizzati per valorizzare le capacità e le inclinazioni di ciascuno e a una serie di attività rodate somma le novità. Così, ora, accanto a danzaterapia, al laboratorio di pittura, si aggiungono le uscite per tenere in ordine le vicinanze della sede, "perché il giardino è proprio fuori casa loro - ricorda l’assessore -. All’inizio avevamo pensato a una cadenza mensile d’inverno per via delle temperature, ma la prova è andata così bene che già si ipotizza di raddoppiare con l’obiettivo di occuparcene una volta a settimana". Per tutti "è un contatto con la realtà che fa bene ai nostri frequentatori e anche a chi passa". Ed è proprio questo il rapporto che si cerca di rendere abituale. "Dobbiamo cominciare dal linguaggio, è questa la prima barriera da abbattere - chiarisce Dichio -. Bisogna cambiare punto di vista, dobbiamo essere tutti sullo stesso piano. Altrimenti non faremo mai davvero passi in avanti". Bar.Cal.