Adil Blakhdim, morto a 37 anni
Adil Blakhdim, morto a 37 anni

Vizzolo Predabissi (Milano) - "Era uno dei miei, un operativo. Corretto, studioso del diritto. Ancora non ci credo, risento nella testa le sue parole. È stata una morte infame". Fulvio Di Giorgio è uno dei coordinatori del Si Cobas, il sindacato del quale faceva parte anche Adil Belakhdim, il 37enne di origine marocchina, residente a Vizzolo Predabissi, nel Milanese, morto durante un picchetto, travolto da un tir il cui conducente è stato poi arrestato, venerdì a Biandrate, nel Novarese. Dopo la drammatica notizia, il sindacato ha deciso di promuovere una raccolta di fondi a sostegno della famiglia del "compagno" scomparso, che lascia la moglie, Lucia Marzocca, e due figli piccoli, di quattro e sei anni. 

Arrivato in Italia per studiare, Belakhdim era poi approdato nel mondo delle logistiche, dove aveva lavorato come facchino. In Italia aveva conosciuto Lucia. Per un po’ aveva lavorato alla Tnt di Peschiera Borromeo, "poi era tornato in Marocco, dove aveva cercato di avviare un’attività in proprio – racconta Di Giorgio –. Le cose non sono andate come avrebbe voluto ed è tornato in Italia, dove si è attivato nel sindacato". Un sindacato, il Si Cobas, nato il 28 marzo 2010 e da allora sempre in prima linea per cercare di rappresentare e difendere i diritti degli "ultimi", i facchini delle cooperative, per la stragrande maggioranza stranieri, impiegati nei grandi hub della movimentazione merci.

Prodromici alla creazione del gruppo sono stati, nel febbraio 2010, gli scioperi alla Gls di Cerro al Lambro. Da lì ha preso le mosse una mobilitazione operaia che in undici anni ha esteso proteste e rivendicazioni, anche aspre, a varie località d’Italia, contribuendo "ad aumentare tra i lavoratori la consapevolezza dei propri diritti e la necessità di chiedere condizioni più umane – racconta Di Giorgio –. In più di un caso abbiamo ottenuto maggiore rispetto, ma anche ticket mensa e premi di risultato, però c’è ancora molto da fare per cambiare un sistema incardinato sullo sfruttamento, che fa profitti sulla pelle dei lavoratori. Purtroppo solo quando succedono fatti drammatici, come quello di Adil, si accendono i riflettori su certe dinamiche, e anche i Ministri prendono posizione. Quanto accaduto non ci fermerà: nonostante tutto, il sindacato continua a crescere". 

Persone schive, educate: così a Vizzolo Predabissi vicini di casa e conoscenti descrivono il 37enne e la sua famiglia. Negli ultimi mesi, in realtà, nell’appartamento di via Giovanni Paolo I, nella tranquilla frazione di Sarmazzano, ci viveva solo lui: la moglie era andata in Marocco, per farsi aiutare dai suoceri nella gestione dei bambini, e mancava da Natale. Ancora nel pomeriggio di ieri il citofono dell’abitazione suonava a vuoto, dei parenti dell’uomo non c’era traccia. Intanto, la notizia della tragica scomparsa è rimbalzata in tutto il paese, oltre che nelle comunità arabe del Sud Milano. "Siamo ancora tutti sconvolti per l’accaduto. Morire durante una manifestazione per la difesa del lavoro è un fatto gravissimo, oltre che molto triste – commenta il sindaco Luisa Salvatori –. Il nostro Comune è a disposizione, per quanto possibile, per supportare la famiglia nelle pratiche burocratiche". Domani alle 21 la Pro Loco di Vizzolo e il Club3 organizzeranno un sit-in davanti al Municipio, in ricordo del sindacalista, "per far sentire la vicinanza della comunità locale alla sua famiglia", spiegano i promotori.