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23 nov 2020

Agguato letale in famiglia: morta la suocera di Bianco

Non ce l’ha fatta l’anziana colpita dal genero con una ventina di coltellat e Ora l’ex operaio dovrà rispondere di omicidio. La moglie è fuori pericolo

I carabinieri sul luogo dell'accoltellamento avvenuto stamani dopo le 6 in un appartamento di via Lambruschini alla periferia Nord di Milano, 22 novembre 2020. Un uomo di 66 anni ha tentato di uccidere a coltellate la moglie di 62 anni e la suocera di 90. Le due donne sono state trasportate in gravissime condizioni all'ospedale Niguarda di Milano con ferite all'addome e al torace. L'uomo ha poi cercato di uccidersi e si � procurato delle ferite che non sarebbero comunque gravi. ANSA/ ANDREA FASANI
I carabinieri sul luogo dell'accoltellamento

Milano, 24 novembre 2020 - Ce la farà la moglie, uscita dalla terapia intensiva. È morta invece l’anziana suocera. Giuseppe Bianco, l’ex operaio di 66 anni che domenica pomeriggio dopo l’arresto ha ammesso anche nell’interrogatorio davanti al pm di aver accoltellato più volte entrambe nell’appartamento di via Lambruschini alla Bovisa, ora dovrà rispondere di omicidio della novantaduenne e del tentato omicidio della compagna di 62. Dopo aver ferito anche il gatto di casa, Bianco si era pure colpito da solo all’addome, ma in modo non grave. Era stato lui, dopo quel gesto folle, a chiamare i soccorsi e a raccontare di aver aggredito le due vittime: "Mi sono svegliato – ha detto al centralino del 118 – e ho accoltellato mia moglie e mia suocera". Il pm Cecilia Vassena ha chiesto la convalida dell’arresto e la misura cautelare in carcere. E, secondo quanto appreso, durante il colloquio l’uomo è apparso lucido e in grado di intendere e di volere, sebbene probabilmente affetto da una forma di depressione.

Esclusa dunque l’ipotesi iniziale di portarlo nel reparto psichiatrico dell’ospedale Sacco, tanto che nella tarda serata di domenica è stato portato a San Vittore, con l’accusa di duplice tentato omicidio. Sulle motivazioni del gesto, però, non ha saputo dare una versione compiuta, quindi saranno necessari approfondimenti investigativi. L’interrogatorio di garanzia dovrebbe svolgersi nelle prossime ore davanti al giudice Alessandra Del Corvo. Bianco era stato portato al Niguarda per le ferite all’addome e piantonato mentre si valutava la possibilità di un ricovero in psichiatria all’ospedale Sacco, ma è stato infine giudicato lucido e trasferito in carcere. L’ipotesi principale degli inquirenti è che il movente sia legato ai problemi familiari, alle condizioni di salute della moglie e alla non autosufficienza dell’anziana suocera, e anche alla dura condizione psicologica imposta dal lockdown e dall’emergenza coronavirus.

La moglie dell’uomo , trasportata all’ospedale Niguarda dopo essere stata colpita con tagli profondi all’addome e al torace, sta lentamente migliorando e ieri è stata trasferita in un reparto di degenza. La novantaduenne, a cui Bianco ha inferto oltre venti fendenti, non è riuscita a sopravvivere alla furia assassina del genero. L’operaio non ha spiegato ai carabinieri della Compagnia Magenta cosa sia scattato nella sua mente e perché abbia cercato di uccidere tutta la famiglia. «Nessuno ha sentito nulla. Nessuno, solo quando sono arrivati la croce rossa e i carabinieri abbiamo capito che era successo qualcosa", ha spiegato una vicina che da anni vive nella stessa casa. In quella casa, i Bianco abitavano da molto tempo: la suocera non più autosufficiente, lui ormai in pensione e la moglie, impiegata, che, ha raccontato la vicina, dopo un’operazione importante lavorava da casa, in smart working.

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