Milano, 8 maggio 2014 - Blitz alle prime luci dell'alba da parte delle Guardia di finanza. Un terremoto giudiziario si è abbattuto su Expo 2015, facendo ripiomare Milano ai tempi di 'Mani pulite'. Una storia di tangenti e appalti truccati sui lavori legati all'Esposizione e' finita nel mirino della Procura di Milano con un'inchiesta sfociata nell'arresto di sette persone. Nel corso della retata, Angelo Paris, manager di Infrastrutture Lombarde, e Primo Greganti (LA SCHEDA), già coinvolto nell’inchiesta Mani Pulite, sono stati arrestati assieme ad altre 5 persone nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Milano che vede al centro episodi di turbativa d’asta e corruzione legati all’Expo.

Perquisizione degli agenti della Direzione investigativa antimafia nella sede della societa' Expo in via Rovello a Milano. La perquisizione e' avvenuta nel pomeriggio, nel giorno dell'arresto di sette persone
accusate di turbativa d'asta e corruzione nell'ambito di appalti, alcuni dei quali legati all'esposizione (tra cui il manager Angelo Paris). A quanto si apprende, gli agenti non avrebbero portato via nulla dagli uffici.

 

ARRESTI E ACCUSE - Il Centro Operativo Dia di Milano con il supporto di personale della Guardia di Finanza ha eseguito una serie di misure di custodia cautelare, oltre a circa 90 perquisizioni presso abitazioni, uffici e sedi aziendali in numerose città del territorio nazionale. L’operazione costituisce lo sviluppo dell’indagine che nel mese di marzo dello scorso anno aveva portato all’arresto di 7 persone per reati di corruzione ed altro nel settore delle forniture sanitarie, ed attività convergenti della citata Sezione di P.G. L’ipotesi di reato contestata è quella di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, alla turbativa d’asta, alla rivelazione ed utilizzazione di segreti d’ufficio ed al traffico di influenze nell’ambito di appalti pubblici.

Secondo l’accusa, l’organizzazione, al cui vertice ci sarebbero stati alcuni protagonisti della stagione di Mani Pulite come Frigerio, Greganti e Grillo, avrebbe condizionato diversi appalti relativi in particolare alla Sanità lombarda (come la gara da circa 350 milioni di euro per la Città della Salute) ma anche quelli dell’Esposizione universale (come la realizzazione dell’area parcheggi e i padiglioni di alcuni Stati partecipanti).

 

I DESTINATARI DELLE MISURE: I destinatari degli ordini di arresto sono Gianstefano Frigerio, 74 anni, nato a Cernusco sul Naviglio (già parlamentare ora Presidente del centro culturale “Tommaso Moro” e collaboratore dell’ufficio politico del PPE a Bruxelles); Sergio Cattozzo, 67 anni di Ceregnano (RO) (già segretario regionale UDC della Liguria); Luigi Grillo, 71 anni di Carrara (MS) (già Senatore della Repubblica); Primo Greganti, 70 anni di  Jesi (AN) (faccendiere); Enrico Maltauro, 58 anni di Vicenza (Amministratore delegato della Giuseppe MALTAURO Spa di Vicenza); Angelo Paris, 47 anni di Seregno (MI) (Direttore generale divisione costruzioni e demolizioni di EXPO 2015 Spa); Antonio Giulio Rognoni, 53 anni di Milano (già amministratore delegato di Infrastrutture Lombarde, attualmente agli arresti domiciliari per altra vicenda giudiziaria). 

Nell’ambito dell'indagine risulterebbero indagate a vario titolo circa 30 persone e sarebbero coinvolte diverse imprese: Giuseppe Maltauro Spa di Vicenza, impegnata in lavori Expo (Vie d’acqua e realizzazione di alcuni padiglioni presso il sito espositivo); Sogin Spa di Roma (Società pubblica incaricata della bonifica e riconversione degli ex siti nucleari italiani di Saluggia, Caorso e Trino Vercellese) e l’ex Amministratore Giuseppe Nucci ;Infrastrutture Lombarde Spa (impresa interamente partecipata dalla Regione Lombardia, incaricata della direzione lavori ambito EXPO2015 e coinvolta nella costruzione della c.d. “Città della Salute” di Sesto san Giovanni); Manutencoop Facility Management di Zola Predosa (BO); Cefla Società Cooperativa di Imola; Ferco Srl di Milano.

L’indagine concerne anche ipotesi corruttive relative a forniture sanitarie a favore, tra le altre, delle aziende ospedaliere di Melegnano e Pavia, per le quali risultano indagati: Patrizia Pedrotti e Paolo Moroni , rispettivamente direttore amministrativo e generale del presidio di Melegnano e Daniela Troiano direttore generale dell’Azienda Ospedaliera di Pavia. Ruolo centrale in tutte le vicende risulterebbe essere stato quello dell’ex parlamentare Gianstefano Frigerio, soggetto di riferimento per un organizzato sistema corruttivo nel settore degli appalti pubblici e di condizionamento delle scelte degli Enti operanti nella sanità pubblica. Le indagini poi avrebbero accertato anche la presunta aggiudicazione illecita di appalti per alcune ''aziende ospedaliere lombarde''. Perquisizioni sono state eseguite nelle province di Milano, Roma, Torino, Vercelli, Alessandria, Pavia, Lecco, Venezia, Bologna, Piacenza, Ferrara, Reggio Emilia, Genova, La Spezia, Pescara.

 

L'INCHIESTA E' TRA QUELLE CITATE NELLO "SCONTRO" ROBLEDO-BRUTI - A quanto si è saputo, l'inchiesta è una delle indagini citate, dal procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo, a capo del pool 'Pubblica Amministrazione', nell'esposto da lui presentato al Csm contro il procuratore Edmondo Bruti Liberati per lamentare una serie di irregolarità nell'assegnazione dei fascicoli. Nelle scorse settimane, tra l’altro, nell’ambito di un’inchiesta coordinata da Robledo e’ stato arrestato l’ex dg di Infrastrutture Lombarde, Antonio Rognoni, raggiunto anche in questa nuova indagine su alcuni appalti dell’Expo da un’ordinanza di arresti domiciliari.

 

NELLE CARTE I NOMI DI BERLUSCONI E PREVITI - Nelle carte dell’inchiesta sull’Expo che stamani ha portato in carcere Primo Greganti e altre 5 persone, compaiono, a quanto si è appreso, i nomi di Silvio Berlusconi, Cesare Previti e Gianni Letta, che però non risultano indagati.  Secondo quanto emerge dagli accertamenti, Greganti aveva contatti con Berlusconi attraverso messaggi scritti e recapitati a mano. Mentre Paris sarebbe stato sponsorizzato dagli indagati presso l’ex premier tanto da essere invitato a una cena di lavoro ad Arcore. 

 

SLITTA LA FIRMA PROTOCOLLO CON FS - Rinviata “a data da destinarsi” per “motivi di opportunità” la cerimonia della firma del Protocollo per la partecipazione di Ferrovie dello Stato all’Expo 2015, prevista alle 10 al binario 1 della Stazione Termini. A comunicare la decisione congiunta dei due partner, i rispettivi uffici stampa poco prima dell’inizio dell’evento. Alla firma avrebbero dovuto partecipare il Commissario unico per l’Expo Giuseppe Sala e l’amministratore delegato di Fs Mauro Moretti.

 

PM: "SALA NON E' COINVOLTO, EXPO PUO' CONTINUARE A OPERARE" - Giuseppe Sala, non è coinvolto in alcun modo nell’inchiesta che stamani ha portato a una serie di arresti. Lo ha sottolineato il pm di Milano Claudio Gittardi, il quale ha chiarito inoltre che non sono stati sequestrati "atti dei procedimenti amministrativi in corso e quindi Expo puo’ tranquillamente procedere ed operare".

"SE NON FOSSIMO INTERVENUTI AVREMMO DANNEGGIATO L'EVENTO" - “Se non fossimo intervenuti avremmo danneggiato l’Expo, dal momento che una figura apicale di Expo si era posto al servizio di un’associazione a delinquere a danno della stessa Expo”, così Il pm Claudio Gittardi, che ha coordinato l’inchiesta. “Abbiamo cercato di condurre con la massima velocità possibile questa indagine - ha voluto precisare il procuratore capo Edmondo Bruti Liberati - in modo da individuare reati relativi a personaggi operativi in Expo, proprio per consentire delle modifiche nel minor tempo possibile”. “La celerita’ del nostro intervento - ha aggiunto Gittardi - favorisce Expo; non sono sequestrati atti di procedure amministrative quindi Expo può svolgere le sue attività usuali. Non c’e’ nessun coinvolgimento in questa vicenda del commissario unico Sala".

"GREGANTI COPRIVA E PROTEGGEVA LE COOPERATIVE"  - Primo Greganti, arrestato nell’inchiesta con al centro l’Expo, "copriva e proteggeva le cooperative". Lo hanno spiegato i pm sottolineando anche che la "saldatura" tra Greganti e Gianstefano Frigerio, ex parlamentare Dc, "proteggeva le imprese riconducibili a tutti gli schieramenti politici. Saldatura per favorire imprese di tutti schieramenti politici". 

PM: " UNA CUPOLA PER CONDIZIONARE GLI APPALTI" - In Lombardia si sarebbe creata una “cupola per condizionare” gli appalti, alcuni di questi relativi ad Expo. Lo hanno affermato i pm milanesi. Questa “cupola” avrebbe promesso "avanzamenti di carriera" a manager e pubblici ufficiali grazie a “protezioni politiche”. Il pm Antonio D’Alessio ha parlato di una associazione che aveva la “capacita’ di avere ramificazioni in diversi settori dell’alta amministrazione, nonche’ appoggi e agganci di carattere politico istituzionale che hanno assicurato la possibilita’ di avvicinare con successo pubblici ufficiali”. Sempre stando alla ricostruzione di D’Alessio, quando c’era una procedura di gara, l’associazione “interveniva cercando di avvicinare il pubblico ufficiale competente usando gli agganci che aveva anche in ambito politico”. “Dall’ottobre 2013 Paris entra nell’indagine - prosegue D’Alessio - manifestando una sorprendente disponibilita’ nei confronti del sodalizio”. In questo contesto, sarebbero state comunicati in anticipo alcuni bandi di gara agli imprenditori.

BIGLIETTI A BERLUSCONI PER RACCOMANDARE PARIS - Gianstefano Frigerio, l’ex esponente della Dc, si sarebbe speso, anche attraverso l’invio di bigliettini ad Arcore, per raccomandare presso Silvio Berlusconi il manager Angelo Paris come successore di Antonio Rognoni al vertice di Infrastrutture Lombarde spa. E’ quanto emerge dall’ordinanza firmata dal gip Fabio Antezza a carico, tra gli altri, degli stessi Paris e Frigerio. 

INTERCETTAZIONI TELEFONICHE - Due persone intercettate il 28 marzo 2014 al telefono “confermano la circostanza per la quale Frigerio ha effettuato, a dire degli stessi sodali, un ulteriore intervento presso Maroni e presso Berlusconi per raccomandare la nomina di Paris presso Infrastrutture Lombarde spa”. Uno dei due interlocutori, Giovanni Rodighiero, “stretto collaboratore di Frigerio”, afferma di avere visto Frigerio “andare ad Arcore...sai che io non dico tutte le settimane ma il lunedi’ e il venerdi’ c’ho sempre la lettera da portare...solo che adesso bisogna stare molto piu’ abbottonati, ti spiego anche il perche’...c’e’ il cerchio magico da Berlusconi”. “Quanto all’invio di messaggi scritti da parte di Frigerio attraverso Rodighiero - spiega il gip - ad esponenti politici di vertice per perorare la posizione di Paris si evidenziano alcuni dati oggettivi, a riscontro del contenuto delle intercettazioni”. In particolare, il gip evidenzia che i cellulari “in oggetto hanno effettivamente agganciato ripetitori ubicati nel Comune di Arcore”.

OLTRE 2000 TELEFONATE TRA GLI INDAGATI - A dimostrazione della capacita’ degli indagati di influire sulla sanita’ lombarda, il gip di Milano Fabio Antezza, che ha firmato gli arresti dell’ultima indagine che coinvolge Expo, indica l’elevato numero di telefonate tra questi e le aziende sanitarie lombarde. “Dalle indagini - spiega - emerge un numero rilevante di ulteriori contatti dell’associazione con pubblici ufficiali del settore sanitario ed imprenditori finalizzati a controllare il sistema di assegnazione degli appalti pubblici in taluni casi non sfociati in consumate turbative”.

“E’ in particolare emerso - scrive il gip - un elevato numero di contatti, per un totale di 2.770 telefonate, tra utenze riferibili all’associazione ed utenze riferibili ad aziende ospedaliere della Lombardia per il periodo dal gennaio 2012 al giugno 2013 a dimostrazione dell’operativita’ ramificata dell’associazione criminosa su tutto il mondo ospedaliero della Lombardia e con picchi rilevanti di contatti riferiti alle aziende ospedaliere di Melegnano, Pavia, Varese (A.O. Fondazione Macchi), Chiari, Vimercate, Lecco oltre che con gli ospedali milanesi di Niguarda, San Paolo, San Carlo e Fatebenefratelli”. 

 

SALA: TRADITA LA MIA FIDUCIA - Il Commissario unico di Expo Giuseppe Sala ha emanato una nota in cui si dice obbligato a "una riflessione". "Svolgo da sempre la mia attività professionale credendo nel lavoro di squadra e nella lealtà dei comportamenti. Oggi questa fiducia appare sorprendentemente tradita da una delle persone di Expo; dal mio punto di vista non intendo sottrarmi alla responsabilità che comunque è sempre in capo a chi guida una società"