di Roberto Canali
 

Milano, 8 gennaio 2013 - Altro che influenza: è l’incubo di vedersi revocare la pensione di reversibilità o l’integrativo dall’Inps il cruccio d’inizio anno per oltre 125mila pensionati lombardi, alle prese con la richiesta da parte dell’Istituto della documentazione necessaria per accertare se le prestazioni sono o meno dovute. La riprova la si è avuta anche ieri, primo giorno di riapertura di Caaf e patronati.

C’è chi si è alzato di buonora per arrivare per primo di fronte agli sportelli, altri che hanno ricevuto la lettera solo ieri si sono precipitati al telefono tempestando i centralini dei sindacati di chiamate. «Noi apriamo alle 9 ma questa mattina alle 8 e 30 c’erano già sei persone in fila fuori dall’ufficio – spiega Roberta Seveso, responsabile del Caaf Cgil di Como - tutti anziani allarmati per aver ricevuto la lettera dell’Inps. La nostra collega che risponde al centralino è stata tempestata di chiamate. Anche se cerchiamo di tranquillizzarli e spieghiamo loro che c’è tempo fino al 28 di febbraio tutti vogliono un appuntamento al più presto, il timore di vedersi sospesi gli assegni dell’Inps o gli integrativi è troppo forte». 
 

Stesse scene ai patronati della Cgil, dove l’assalto era cominciato già nei giorni scorsi tanto che dopo il 27, quando da Milano avevano iniziato a recapitare le prime lettere, era stata decisa un’apertura straordinaria degli sportelli. «Quello che fa più male è trovarsi di fronte persone spaventate di perdere anche quel poco che permette loro di vivere – commenta Mauro Paris, responsabile degli Inca Cgil della Lombardia – la maggior parte di quelli che si sono rivolti a noi sono anziani senza alcun reddito. In nove casi su dieci non possiamo far altro che tranquillizzarli e dire loro che il Red non è dovuto e non hanno nulla da temere. Sarebbe bastata una migliore organizzazione da parte dell’Inps per evitare tutti questi disagi». 
 

In molti casi i Caaf scoprono addirittura che il Red i pensionati l’hanno già inviato nei mesi scorsi. «Basta fare una ricerca e si trova copia della spedizione – prosegue la responsabile degli sportelli Cisl di Como – in teoria dovrebbero averla anche all’Inps. Per evitare problemi agli anziani non ci resta che provvedere con un nuovo invio».
 

Mette le mani avanti Giuliano Quattrone, direttore di Inps Lombardia che ha già allertato le sedi territoriali dell’istituto per offrire massima consulenza a tutti gli anziani coinvolti nell’accertamento. «Non è nostra intenzione creare disagi agli anziani per i quali abbiamo il massimo rispetto – precisa – ma quei dati ci servono per accertare se e in che misura quelle prestazioni che sono integrative rispetto alla pensione sono dovute. Non è la prima volta che l’Inps richiede il Red a questa tipologia di utenti, solo lo scorso anno in tutta Italia si era richiesta la documentazione a 800mila persone. Possono esserci stati degli errori nelle richieste ma la maggior parte sono motivate, specie nei casi in cui si chiede il Red per desumere la situazione dell’altro coniuge.


Agli anziani che hanno ricevuto la nostra lettera dico di non spaventarsi e collaborare, direttamente con i nostri uffici periferici che sono aperti per loro. Non c’è nulla da temere, si tratta di un semplice accertamento per consentirci di svolgere meglio il nostro lavoro».
 

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