Milano, 16 febbraio 2012 - Venerdì 17, naturalmente. E quando organizzarla altrimenti una giornata antisuperstizione? Ci ha pensato, mancoa dirlo, il l CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale con l’obiettivo di comunicare al grande pubblico in modo ironico e sdrammatizzante quello che per gli esperti è un dato di fatto: «Essere superstiziosi porta male».

Lo dice scherzando Massimo Polidoro, segretario nazionale del CICAP già docente di Psicologia dell’insolito all’Università di Milano-Bicocca, ma la questione è seria: «Quando qualcuno crede che un oggetto, una persona, una frase o un comportamento abbiano il potere di portare sfortuna non fa che condizionarsi, e così, ritenendosi sfortunato, altera inconsapevolmente il suo comportamento e finisce per provocare gli eventi sfortunati che tanto lo spaventano».

Dagli ultimi rilevamenti di Eurobarometro, il servizio di sondaggi e analisi della Commissione europea, dedicato alla scienza e alla ricerca, emerge un dato che la dice lunga su abitudini e credenze dell’italiano medio: nel nostro paese 58 persone su 100 ammettono di essere attratte da “idee irrazionali e superstizioni”, di fronte al 40 per 100 della media europea. Siamo il paese più superstizioso d’Europa? Non proprio, ma ci piazziamo saldamente al terzo posto, dietro la Lettonia (60%) e a un passo dalla Repubblica Ceca (59%).

Per combattere la superstizione, già dal 2009 il CICAP propone, sempre in occasione di un venerdì 17, una “Giornata anti-superstizione”. In varie città d’Italia i gruppi locali del Comitato organizzeranno eventi di vario tipo (qui di seguito l’elenco delle iniziative): incontri, conferenze, dibattiti ma anche flashmob. A Milano, in particolare, l’appuntamento è alle 18.30 in Galleria Vittorio Emanuele, nel luogo più “scaramantico” della città, cioè intorno al mosaico del “toro”, oggetto da sempre di rituali propiziatori di vario tipo».

I partecipanti, che potranno dare la propria adesione all’iniziativa attraverso la pagina Facebook del CICAP oppure scrivendo a: [email protected], saranno invitati a mettere in scena uno spiritoso “contro-rituale” per evidenziare l’inutilità e i rischi che la superstizione porta con sé. «Si tratterà di un modo allegro e simpatico per svelare la pochezza di certi rituali che, se presi sul serio, finiscono per condizionare negativamente la vita delle persone» conclude Polidoro. Che dire? Incrociamo le dita....