Pioltello (Milano), 29 aprile 2018 - Dimissioni in blocco per quattro ruoli chiave della «Lista per Pioltello», escono di scena tre consiglieri comunali e il coordinatore del movimento. L’opposizione alza vento di bufera sulla tenuta della maggioranza, una situazione paradossale che ricorda il tradimento delle quattro pedine di Progetto Pioltello che, con un’asse nascosta con il centrosinistra, erano riusciti a capovolgere le sorti del Comune, spingendo alle dimissioni l’ex sindaco Cristina Carrer, caduta a un anno dall’inizio del mandato.

Questa volta, il primo a rassegnare le dimissioni è stato Nicola Maselli, coordinatore della Lista. Pochi giorni dopo, l’uscita di scena di tre consiglieri comunali della lista: Gianni Di Vito e i due giovani eletti Ennio Doccula e Martina De Pieri. Le ragioni ufficiali sono uguale per tutti: motivi personali. «Quando si dimettono in blocco tre consiglieri di maggioranza, insieme al coordinatore della stessa Lista per Pioltello, parlare di questioni personali non è altro che prendere in giro cittadini e gruppi consiliari», commenta dall’opposizione Andrea Galimberti, capogruppo del Polo per Pioltello. «La maggioranza cerca di mascherare la realtà – continua – e di camuffare un momento che ha però le tipiche sembianze di una crisi. Forse una crisi politica, che non avrà ripercussioni istituzionali, ma le cose vanno chiamate con il loro nome». Uno tsunami politico. «Le dimissioni collettive sono sempre un atto di rottura forte e significativo. Ma in questo caso i protagonisti non hanno in alcun modo chiarito i contorni della rottura, celandosi dietro fantomatiche questioni personali. Tra i dimissionari, un consigliere di maggioranza che qualche mese fa risulta aver avanzato una richiesta di accesso agli atti comunali, fatto tanto insolito quanto preoccupante. La nostra richiesta è di far chiarezza. Quando si è amministratori pubblici non basta dimettersi, ma occorre, per lealtà nei confronti dei cittadini, rendere palesi le motivazioni».

A rassicurare i cittadini è il sindaco Ivonne Cosciotti, che rispedisce al mittente le accuse sulla tenuta della maggioranza. «La mia maggioranza non è scalfita – conferma -, il vero tema su cui tutti dovremmo riflettere è come mai due giovani che si sono avvicinati alla politica con grande entusiasmo abbiamo preferito lasciare il consiglio per dedicarsi ad altro. È un problema delle istituzioni, i luoghi della politica dovrebbero ragionare su come avere un approccio più inclusivo». Nelle ultime ore è in atto una consultazione interna tra i primi dei non eletti della Lista per Pioltello per capire chi subentrerà ai tre consiglieri dimissionari. Tra i nomi più papabili, Antonello Avalli, Maria Acerbi e Fabiano Gorla.