Gorgonzola (Milano), 6 aprile 2018 - Fine mandato e periodo bianco ormai in vista, è corsa a perdifiato per l’approvazione del Pgt. «Lo portiamo a casa entro aprile», è sicura l’amministrazione comunale. Ma la minoranza si prepara a dare battaglia: «Non possono farcela, a meno di sequestrarci in consiglio comunale». L’Amministrazione Stucchi in uscita si gioca in volata finale la partita maggiore del suo mandato, ovvero la variante del Pgt adottata a fine anno, e che include come punta di diamante l’ipotesi del polo dell’agroalimentare sulle aree a nord della metropolitana.

La variante è stata adottata, è stata esposta per le osservazioni e sta compiendo il normale giro sui tavoli degli organismi comunali per pareri e prescrizioni. «Non credo - dice il sindaco Angelo Stucchi - che riceveremo istanze sostanziali di modifica, ho anzi avuto voce di un plauso al lavoro che è stato svolto. I tempi? Sono corti, certamente. Ma tenendo conto del periodo prima delle elezioni in cui non potremo deliberare contiamo comunque di tornare in consiglio per le controdeduzioni e arrivare all’approvazione, mantenendo l’impegno preso con i cittadini».

L’approvazione del Pgt richiede una maratona consiliare, ed entro aprile l’Amministrazione in uscita dovrà convocare un consiglio dedicato anche per l’approvazione del consuntivo. L’opposizione, ora sfidante elettorale, è certa che non ce la si possa fare. «O meglio - dice Ilaria Scaccabarozzi, candidata di Insieme per Gorgonzola - ce la si può fare prevedendo una fine mandato in consiglio comunale. Per noi i tempi tecnici non ci sono, e del resto lo avevamo detto in tempi non sospetti. Dopodiché l’Amministrazione Stucchi in questo momento può fare quasi tutto: l’attività frenetica di questi mesi stride con l’inerzia totale di cinque anni. Il cimitero, la ciclabile, le strade asfaltate: la perfetta immagine di una campagna elettorale vecchio stampo». Nel Pgt ora al traguardo era confluito l’esito dei tavoli di lavoro del progetto Gorgonzola 2030, dedicato, nello specifico, proprio al futuro delle aree a nord. L’ipotesi, quella di realizzarvi un «incubatore dell’agroalimentare», con spazi produttivi, per le scuole e per l’innovazione legata al settore.