Vimodrone (Milano), 9 marzo 2018 -  Un'ordinanza di demolizione e di ripristino dello stato originario dei luoghi. Continua a colpi di decreti la vicenda di Steflor, il polo florovivaistico gemello a quello di Paderno Dugnano, chiuso una sola settimana dopo il taglio del nastro e oggetto di un’indagine da parte della Procura di Monza. Ieri mattina il sindaco Dario Veneroni ha voluto relazionare sull’annoso caso che tiene banco a Vimodrone ormai da alcuni anni e su altre vicende giudiziarie che stanno interessando la città.

«La mia amministrazione vuole basarsi su due pilastri: trasparenza e legalità. Per questo motivo, voglio aggiornare costantemente la città su quello che sta accadendo». L’inchiesta a carico dell’operatore era scattata subito dopo l’inaugurazione, con il sequestro di una porzione di parcheggio disposto dalla Procura di Monza a seguito di una serie di controlli da parte della polizia locale e dell’ufficio tecnico del Comune di Vimodrone. Le verifiche avrebbero messo in luce alcune difformità rispetto al progetto iniziale che aveva ricevuto il via libera con il permesso a costruire il nuovo centro e un parco annesso per i bambini e dove poter anche avviare delle coltivazioni. Un investimento da circa 10 milioni di euro, secondo le stime dell’operatore, che a pochi giorni dall’apertura si era visto arrivare un’ingiunzione di chiusura immediata e una denuncia che lo accusava di abuso edilizio. La magistratura è impegnata a far chiarezza sul rispetto della concessione edilizia e delle difformità delle opere edilizie, che sarebbero state riscontrate dal municipio.

La vicenda aveva visto anche una quarantina di addetti perdere il posto di lavoro, con ripercussioni che si erano riversate anche sul centro più piccolo di Paderno Dugnano. In questi giorni la Procura di Monza ha fatto sapere all’Amministrazione e alla società che è pronta a riconsegnare l’area al privato a patto che questo rispetti le prescrizioni che sono state spiccate. Prescrizioni che si trovano proprio nell’ordinanza di demolizione e di ripristino dello stato dei luoghi. La ruspa dovrà abbattere le opere che secondo le verifiche del Comune sono state costruite al di fuori dei permessi. Oltre alla porzione di posteggio, posta sotto sequestro, gli uffici pubblici avevano rilevato anomalie sulla copertura di un ruscello e altre opere edilizie non indicate al momento della presentazione della documentazione.