L’assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera
L’assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera

Vimodrone (Milano), 24 gennaio 2019 - «Sede sguarnita, a rischio». Il taglio della guardia medica a Vimodrone sbarca in Consiglio regionale. «Gallera riapra subito il servizio», intima il vicepresidente Roberto Borghetti (Partito Democratico) che ha presentato un’interrogazione urgente in aula raccogliendo l’appello dei pazienti inferociti dopo la riduzione avviata il 1 dicembre. «Sono preoccupato per una decisione presa senza preavviso da parte di Ats. In passato, Vimodrone ha già perso i poliambulatori (trasferiti a Segrate), non può succedere lo stesso con la guardia medica chiusa nei feriali e di notte nei festivi. L’Assessore - aggiunge il vicepresidente Roberto Borghetti - ha giustificato questa decisione adducendo presunti motivi di sicurezza, non si capisce però a quali problemi faccia riferimento. Mi auguro quindi - conclude Borghetti - che Gallera torni presto sui propri passi, apra un confronto con l’amministrazione comunale e con tutti gli altri centri dell’ambito distrettuale, ma soprattutto che rimetta i camici al loro posto».

La dieta aveva colpito come un fulmine a ciel sereno il sindaco Dario Veneroni che ribadisce: «Non sono mai stato informato di questa decisione, siamo stati subissati di lamentele da parte dei malati senza che Ats o il Pirellone ci avvisassero del cambiamento». Incidente diplomatico e non è la prima volta: «Era già successo con i poliambulatori», aggiunge il primo cittadino. «Una scelta sbagliata nel merito e nel metodo. È l’ennesima applicazione discutibile della Riforma sul territorio - rincara Alberto Fulgione, primo cittadino di Liscate e presidente dell’Assemblea dei Comuni dell’Ats -. Ho chiesto un incontro urgente ai vertici dell’Azienda per affrontare il problema al più presto. Veneroni era all’oscuro di tutto, non si possono emarginare le istituzioni in questo modo e poi pretendere che fili tutto liscio».

E' il nuovo nodo da sciogliere in ambito sanitario, esattamente come avvenne per la scelta e la revoca del medico rimasto in città alla fine di una lunga trattativa grazie a un accordo Ats-Giunta. Lo sportello è stato aperto al Comando di polizia locale, se ne occupano gli agenti. «Una soluzione messa a punto per tutelare l’utenza più fragile e non costringere gli over 65 a fare il giro dell’oca da un comune all’altro - sottolinea il primo cittadino Dario Veneroni -. Ma soprattutto la prova che confrontandosi le criticità si superano per il bene della comunità e delle persone più deboli».