Vaprio d'Adda (Milano), 12 dicembre 2017 - Legittima difesa, il gup archivia il caso Sicignano. «È la fine di un incubo» per il pensionato di Vaprio che due anni fa sparò, uccidendolo, il ladro entrato in casa sua per derubarlo.  Teresa De Pascale, giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Milano, ha ribadito la ricostruzione del delitto che aveva spinto la procura, più di un anno fa, a mettere la parola fine alla vicenda. Ma la famiglia della vittima, Gjergi Gjonj, si era opposta, chiedendo l’imputazione coatta o un supplemento di indagini. I genitori hanno sempre ritenuto che il colpo di pistola che trafisse il ragazzo al petto venne esploso dall’alto, sulle scale e non in cucina al buio, come Sicignano ripete da quel drammatico 20 ottobre 2015. A dargli ragione, però, ci sono i periti del pm.

Il proiettile, secondo il medico legale, ha sfiorato il cuore del 22enne attraversando il corpo senza colpire direttamente l’organo. Per questo il giovane nella ricostruzione della procura potrebbe essere rimasto in vita forse quasi per un minuto. Il tempo necessario a trascinarsi fuori dalla cucina e, attraverso un percorso tortuoso, raggiungere le scale esterne, dove poi sarebbe morto. Il giudice ha definito gli ulteriori approfondimenti richiesti da Teodor Nasi, legale della famiglia, «superflui e meramente esplorativi» e aggiunge: «Le consulenze tecniche del pm – balistico e medico-legale – si sono rivelate precise e puntuali», «le indagini, indubbiamente complete». Il pensionato è contento. «Ho sempre detto la verità. Sapevo che mi avrebbero creduto».